Spesso mi sono distratto guidando in autostrada: cartelli, segnali, annunci luminosi, ma anche tante auto, belle, brutte, scassate, costose, stracariche. Un fotoritocco, dell’insegna luminosa ad arco sulla carreggiata, mi torna sempre in mente: “2 persone su 10 morte per aver letto questo cartello”. Son quelle cose che ti si fissano in mente.

Faccio la Parma-La Spezia da che ero bambino, distrazioni pericolosissime e giochi senza frontiere tra corsie alternate: sai che troverai lavori in corso sulla Cisa, perché ci son sempre stati, riconosci gli operai che sono invecchiati sotto le pettorine arancioni respirando il bitume, negli autogrill stanno fra i prodotti tipici, in offerta. Ognuno ha la sua Roncobilaccio-Barberino o la sua Salerno-Reggio Calabria.

Quindi mi fa sorridere che Autostrade per l’Italia voglia far rimuovere il murales sull’A1 che ricorda un eccidio nazista: forse perché a Villa Sesso e si teme una rappresaglia puritana. Forse perché la scritta “Partigiano Reggiano” fa torto ai Parmigiani che parteggiano per essere solo prima degli altri. Forse perché in quel murales non c’è nulla da comprare, ma racconta un prezzo pagato con la vita. E forse, ma dico forse, è più facile garantire la tutela degli automobilisti cancellando “un ponte di memoria” che mettere in sicurezza un ponte prima che crolli.

Personalmente sono favorevole al murales, a patto che sia sempre ripristinato ogni volta che serve ripassare una mano di vernice là dove il tempo la consuma o dove lo zelo di chi ci vuole in viaggio sicuri faccia finire sotto le macerie la memoria come la vita.

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