Il nostro paese sarà molto meno sicuro se non sarà confermato l’ergastolo ostativo per chi ha commesso le stragi e centinaia di omicidi. L’unico modo per rivedere criticamente il proprio vissuto criminale è la collaborazione per i boss mafiosi: non c’è altra via”. Così il magistrato Vittorio Teresi, già procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, oggi in pensione, intervenendo durante la diretta di FqMillenniuM Live con il direttore de IlFattoquotidiano.it, Peter Gomez, e il giornalista Giuseppe Pipitone. Il tema dell’ergastolo ostativo, infatti, è tornato centrale dopo la sentenza della Consulta che ha ritenuto incostituzionale escludere dai benefici penitenziari i condannati all’ergastolo per reati di contesto mafioso che non collaborino con la giustizia.

Sull’anniversario della strage di Capaci, in cui venne ucciso Giovanni Falcone (con il quale Teresi ha lavorato) in programma domenica 23 maggio, l’ex magistrato aggiunge: “Non andrò all’aula bunker come non ci sono mai andato perché quella è una passerella indecorosa – spiega – Lo ricorderò per come l’ho conosciuto e per come ho lavorato con lui”. E sull’ergastolo ostativo conclude: “Cercherò con le mie conferenze e dibattiti anche nelle scuole di convincere tutti che il problema dell’ergastolo ostativo è il problema dei problemi se vogliamo continuare la lotta alla mafia”.

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