L’Unione europea indaga sulle porte girevoli. L’Ombudsman Emily O’Reilly, cioè la mediatrice europea, ha avviato un’indagine nell’ambito di un serrato monitoraggio dell’amministrazione Ue. Negli ultimi anni, infatti, più volte personale specializzato della Commissione Ue che si è spostato nel settore privato, dove competenze e contatti possono avere un valore commerciale significativo, venendosi così a trovare in una posizione di potenziale conflitto d’interessi. Al fenomeno delle porte girevoli ilfattoquotidiano.it ha dedicato un’inchiesta esclusiva, con una serie di approfondimenti e un report curato dalla ong The Good Lobby fornito ai lettori sostenitori.

UUno dei nostri articoli è dedicato proprio al fenomeno delle porte girevoli in Europa. Su questo fenomeno indagherà O’Reilly che passerà al setaccio 100 fascicoli di altrettanti funzionari che sono stati oggetto di decisioni della Commissione poichè hanno chiesto il via libera per un nuovo impiego o per un congedo non retribuito. L’indagine, secondo quanto si legge in una nota, toccherà quindi personale proveniente da 14 direzioni generali dai gabinetti dei commissari, dal servizio giuridico della Commissione, dal segretariato generale, dal gruppo di esperti interni e dal comitato per il controllo normativo.

“Una solida gestione della questione delle porte girevoli è importante per mantenere la fiducia nelle istituzioni dell’Ue”, ha sottolineato O’Reilly. “Qualsiasi percezione che le norme non siano applicate correttamente rischia di sollevare dubbi sul fatto che l’amministrazione dell’Ue stia agendo pienamente nell’interesse pubblico”, ha aggiunto l’Ombudsman, che ha già svolto indagini simili dell’Autorità bancaria europea e sull’Agenzia europea per la difesa. Inoltre, a febbraio ha invitato la Commissione al rispetto delle condizioni stabilite nel caso dell’ex commissario Ue per il Bilancio, Günther Hermann Oettinger, passato a una società di consulenza. Il contratto di lavoro degli eurofunzionari fissa precise condizioni temporali e operative per evitare che il personale in uscita che assume nuovi incarichi nel settore privato non venga poi a trovarsi in una situazione di potenziale conflitto d’interessi.

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