Sette milioni di euro a stagione. Tanti, ma comunque molti meno di quanti ne abbia intascati dal Tottenham. Stando alle indiscrezioni riportate da Sky Sport, è questa la cifra sulla quale José Mourinho e la Roma hanno trovato l’accordo che porterà lo Special One a sedersi sulla panchina giallorossa, undici anni dopo la fine della sua esperienza all’Inter. L’allenatore portoghese ha firmato un contratto triennale e almeno per la prossima stagione si è garantito comunque uno stipendio “super extra-large”.

In virtù del contratto che lo legava agli Spurs anche in caso di divorzio anticipato, infatti, fino al 2022 Mourinho intascherà 9 milioni dal club inglese che, sommandosi ai 7 garantiti dai giallorossi, porteranno nella colonna ‘entrate’ del suo conto in banca una cifra sostanzialmente pari a quella che avrebbe raggiunto se fosse rimasto a Tottenham. L’allenatore lusitano peserà sulle casse della Roma per circa 9 milioni di euro a stagione, in virtù della fiscalità agevolata garantita dal decreto Crescita.

Il provvedimento del 2019 pensato per il “rientro dei cervelli” ha infatti avuto un effetto anche sul calciomercato, agevolando l’arrivo dei big poiché porta la tassazione sul reddito dal 45% a circa il 25% per i lavoratori che non sono stati residenti in Italia nei due anni precedenti e che si sono impegnati a farlo per almeno due annualità fiscali.

Dello ‘sconto’ fiscale è destinata a beneficiarne anche la Roma con Mourinho, sempre che la sua esperienza nella Capitale duri almeno due stagioni: in caso di allontanamento dall’Italia prima di un biennio, infatti, l’agevolazione decadrebbe e la tassazione tornerebbe al 45% per l’intero periodo trascorso in Italia. Tra coloro che finora hanno beneficiato del decreto Crescita ci sono anche il Milan con l’ingaggio di Zlatan Ibrahimovic, l’Inter per le posizioni di Antonio Conte e Romelu Lukaku e la Juventus nel contratto di Matthijs de Ligt.

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