Il Movimento 5 stelle rompe gli indugi sul Ddl Zan e annuncia la decisione di ricorrere a una procedura d’urgenza per portare il testo direttamente alla calendarizzazione in Aula al Senato. “Abbiamo già raccolto le 33 firme di senatrici e senatori”, necessarie perché il disegno di legge venga esaminato direttamente dall’assemblea di Palazzo Madama, ” senza passare per la commissione Giustizia dove l’ostruzionismo della Lega si trascina da settimane”. La mossa ufficializzata dalla senatrice M5s Alessandra Maiorino arriva pochi minuti dopo l’annuncio di Matteo Salvini di un testo di legge a firma Lega sul tema dell’omofobia. “Una grande trappola“, la definisce il parlamentare Pd Alessandro Zan, primo firmatario del provvedimento che, ancor più dopo l’intervento di Fedez al Concertone del primo maggio, è ormai al centro del dibattito politico. Il suo ddl è già stato approvato alla Camera, quindi con il sì del Senato riceverebbe il via libera definitivo: discutere di una nuova proposta, che sia quella annunciata dalla Lega o quella presentata da Licia Ronzulli (Forza Italia), significherebbe invece far ricominciare l’iter da capo.

Il disegno di legge contro l’omotransfobia ha ricevuto il primo sì dalla Camera a novembre scorso: da allora si aspetta che venga calendarizzato al Senato, ma è bloccato in commissione Giustizia, presieduta dal leghista Andrea Ostellari. Giovedì dovrebbe esserci una prima discussione, ma il rischio è che vengano fatte modifiche al testo, facendo allungare ancora i tempi e imponendo nella migliore delle ipotesi un nuovo passaggio a Montecitorio, nella peggiore l’affossamento a Palazzo Madama. Anche per questo motivo, spiega la senatrice Maiorino, il M5s vuole ricorrere all’art 77 comma 1 del regolamento di Palazzo Madama, che prevede la possibilità di avanzare “la richiesta, da parte di un decimo dei componenti del Senato, che ne sia dichiarata l’urgenza con la fissazione di un termine per l’inizio dell’esame in assemblea”.

“Il Senato ha il diritto-dovere di esaminare una proposta che affronta un tema così importante dal punto di vista sociale, già approvata dalla Camera, nel luogo che è la massima espressione della democrazia e del libero confronto politico, ossia l’aula”, aggiunge Maiorino, spiegando che “al momento tutte le firme provengono dal gruppo 5 Stelle, ma nelle prossime ore chiederemo a tutti gli esponenti delle altre forze politiche di sottoscrivere la richiesta”. “La commissione Giustizia è purtroppo stata presa in ostaggio dalle forzature ostruzionistiche e dal furore ideologico di un gruppo, la Lega, che ha dimostrato di non volere un autentico confronto, ma imporre i propri pregiudizi alla commissione. Questo disegno di legge estende la tutela delle libertà e della serenità dei cittadini e delle cittadine italiane e fa compiere al Paese intero un passo avanti verso la civiltà“, conclude Maiorino.

La Lega invece annuncia la sua proposta contro le violenze, alternativa al Ddl Zan: “È composta di soli tre articoli“, annuncia Matteo Salvini. “Bene inasprire le pene – aggiunge – ma intendiamo togliere la questione dei bambini, della scuola e tutto ciò che comporta la censura e i reati di opinione“. Sono i cavalli di battaglia di leghisti e ultra cattolici: il ddl Zan impedirebbe di esprimere liberamente le proprie opinioni. Nel testo è stata invece inserita la clausola salva idee: “Sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte”. Anche l’accusa di diffondere la “dottrina del gender” è infondata: nel provvedimento vengono attività educative e formative solo per prevenire violenza e discriminazioni.

“Il ddl Zan, come qualsiasi altro testo, non si può imporre. Le Commissioni permanenti sono state istituite per lavorare. Fare come se non esistessero, costituirebbe un gravissimo precedente”, attacca Ostellari, presidente della commissione Giustizia a Palazzo Madama. Che poi aggiunge: “Giovedì, come già anticipato, incardinerò il ddl Zan, stenderò la relazione relativa a tutti i testi sul tavolo e aprirò la discussione in commissione Giustizia”. “Ma non mi si accusi di aver rallentato l’iter: la sinistra ha dormito dai primi di novembre fino a gennaio 2021, mentre invitavo i capigruppo a considerare le criticità del ddl. Non lo dice Ostellari, lo dicono le carte”, sostiene il senatore leghista. “Dov’è la coerenza? Prima dicevano che le priorità erano altre, adesso presentano una loro legge alternativa a quella che è stata approvata alla Camera con una larga maggioranza dei deputati. Vedo questa come una grande trappola”, replica all’iniziativa leghista il parlamentare Zan, intervistato a Radio 1.

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