Il commissariamento può attendere. Il braccio di ferro tra Regione Lazio e Comune di Roma è solo rimandato di venti giorni. Per conoscere il futuro dei rifiuti della Capitale bisognerà infatti aspettare il 25 maggio. È questa la data fissata dal Tar del Lazio per discutere il ricorso del Campidoglio contro l’ordinanza del primo aprile con cui l’ente guidato da Nicola Zingaretti aveva dato 30 giorni di tempo per “trasmettere un piano impiantistico ai fini dell’autosufficienza in termini di trattamento, trasferenza e smaltimento”. Pena, il possibile commissariamento della capitale sui rifiuti. Secondo il presidente della prima sezione Prima Quater del Tribunale Amministrativo, Salvatore Mezzacapo, “non si ravvisano i tratti dell’estrema gravità, urgenza e irreparabilità”, come si legge nel dispositivo con cui è stata respinta la richiesta del Comune di Roma di un provvedimento di sospensione monocratico dell’ordinanza regionale. Per questo il ricorso dovrà essere discusso in camera collegiale. Il Campidoglio aveva richiesto l’impugnazione sottolineando “l’irreparabilità della lesione delle proprie potestà amministrative”. Un’ipotesi, questa, “lungi dall’essersi concretata”, come si legge nelle carte.

La decisione dei giudici è l’ultimo tassello di uno scontro tra Campidoglio e Regione, in atto da almeno un mese. Tra accuse reciproche e ultimatum. Domenica il presidente del Lazio Nicola Zingaretti, a margine dell’inaugurazione dell’hub vaccinale a Porta di Roma, aveva lanciato l’ennesimo appello: “C’è un’ordinanza che chiede al Comune di fare un piano impiantistico e di indicare i luoghi dove si conferiscono i rifiuti. Questo piano non è arrivato. Non voglio arrivare al commissariamento ma se Roma non presenta il piano, la Regione dovrà fare qualcosa nei prossimi giorni”.

Ora, però, la decisione del Tar allunga i tempi e fa respirare la sindaca Virginia Raggi. Prima del 25 maggio – questo è certo – non ci sarà nessun commissariamento. Lo scontro però è sempre vivo. Anche perché per il Campidoglio quel piano già c’è. A ribadirlo in un lungo post su Facebook è stata questa mattina l’assessora capitolina ai rifiuti Katia Ziantoni: “Roma ha già un piano rifiuti, Zingaretti continua a mentire ai romani”. Al centro della contrapposizione c’è l’individuazione di una nuova discarica all’interno del comune di Roma, prevista nel piano rifiuti regionale, ma non in quello comunale. “La Regione Lazio, con ordinanza – scrive Ziantoni – vorrebbe imporre una discarica dentro Roma sapendo benissimo che non vi sono aree idonee all’interno della città, a meno che non si voglia tornare sugli stessi siti di “attenzione progettuale”, noti alla cronache“.

Un dato è certo: dalla chiusura della discarica di Malagrotta, la ricerca di un’area idonea ha messo in difficoltà tutte le amministrazioni. Una delle soluzioni individuate era la cava di Monte Carnevale. Ma, dopo l’arresto della dirigente regionale dell’area rifiuti Flaminia Tosini e dell’imprenditore Valter Lozza, la Regione ha stoppato le autorizzazioni e la Giunta Capitolina lo scorso 23 aprile ha revocato la delibera del 31 dicembre 2019, “con la quale Roma Capitale – così scriveva il Campidoglio in una nota – aveva dovuto, a seguito dell’ordinanza della Regione Lazio, indicare Monte Carnevale come sito per la realizzazione di una discarica per lo smaltimento dei rifiuti”.

Il piano industriale inviato alla Regione Lazio, secondo Ziantoni, prevede due impianti di trattamento della frazione organica, a Casal Selce e a Cesano, l’acquisto di un impianto esistente per il trattamento dei rifiuti indifferenziati, e un nuovo TMB per il trattamento dei rifiuti indifferenziati nella zona industriale di Santa Palomba, per il quale AMA ha già avviato le trattative per la realizzazione. “Ma di questa soluzione non sappiamo nulla”, spiegano ancora dalla Regione. Oltre alla discarica, che non c’è, lo scambio di accuse ruota anche sulle strutture già esistenti, come il futuro dell’impianto Tmb Rocca Cencia di proprietà dell’Ama. Martedì 27 aprile in Regione si è aperta la conferenza dei servizi per il revamping del polo e il comune di Roma ha espresso tutte le sue perplessità sull’intervento. “Zingaretti vorrebbe imporre il revamping del TMB di Rocca Cencia, in barba ai cittadini che da anni chiedono la riqualificazione del quadrante“, aggiunge ancora Ziantoni. L’obiettivo del Campidoglio è quello di riconvertirlo in un impianto di selezione del multimateriale (plastica e metallo) e incrementare così la differenziata: il 65% entro il 2024 (attualmente è intorno al 46%). C’è però un problema: a richiedere il revamping della struttura è stata anche la stessa municipalizzata ai rifiuti, Ama.

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