Novità in vista per il superbonus 110%, l’incentivo per le ristrutturazioni green e antisismiche che il governo Draghi ha intenzione di prorogare fino al 2023. Nel nuovo decreto Investimenti che ha istituito il nuovo Fondo extra per il Recovery plan, approvato ieri in Consiglio dei ministri, si prevede un’importante semplificazione per i condomini: riguardo ai lavori sugli edifici condominiali si potrà infatti usufruire del Superbonus per tutto il 2022 senza dover completare almeno il 60% dei lavori entro giugno, come invece prevedevano le regole iniziali. Nella bozza del decreto si legge inoltre che eventuali risparmi della misura – costantemente monitorati dal Ministero dell’Economia – saranno destinati alla proroga. Via XX settembre invierà ogni tre mesi gli aggiornamenti delle stime alle commissioni parlamentari competenti. Il dl dovrebbe contenere anche altre novità per sbloccare gli ostacoli burocratici all’incentivo, ma per la conferma si attende il testo definitivo.

Il ‘fondo’ complementare al Recovery Plan finanzia la misura per 4,7 miliardi dal 2022 al 2026 (400 milioni nel 2022, 1,11 miliardi nel 2023, 1,05 miliardi nel 2024, 1,01 miliardi nel 2025 e 1,13 miliardi nel 2026). In tutto quindi, calcolando anche i 13,81 miliardi del Pnrr, la copertura è di 18,51 miliardi. Le risorse serviranno anche a questi primi ritocchi, che ampliano la portata della misura senza rivedere però la platea di riferimento e senza nemmeno prevedere, per ora, una proroga generalizzata. Nel dettaglio si prevede una proroga di 6 mesi, fino al 30 giugno 2023, per gli interventi sulle case popolari effettuati da Iacp e gli altri enti con le stesse finalità sociali, istituiti nella forma di società in house. E sempre per le case popolari si stabilisce che chi a giugno 2023 avrà raggiunto il 60% dei lavori potrà usufruire della detrazione anche per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023. Per i condomini si stabilisce invece che la detrazione al 110% spetti anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022, senza bisogno che alla data del 30 giugno 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo, come attualmente previsto. La norma indica infine, come spiega la relazione illustrativa, “che gli eventuali minori oneri previsti anche in via prospettica rilevati dal monitoraggio degli effetti dell’agevolazione rispetto alla previsione tendenziale, sono vincolati alla proroga del termine della fruizione” del Superbonus, “da definire con successivi provvedimenti legislativi nei limiti dei risparmi risultanti dal predetto monitoraggio”.

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