Oggi, domenica 25 aprile – data sacra e fondativa della Repubblica italiana – noi Verdi/Europa Verde festeggiamo, come ogni anno, la Liberazione dell’Italia dalla dittatura nazifascista e rinnoviamo l’omaggio a chi ha combattuto e si è battuto per darci libertà e democrazia.

Quest’anno, però, il 25 aprile ha per noi un significato in più: con la non stop ecologica online Italia Carbon free, che si può seguire sulle nostre pagine Facebook, chiederemo interventi e investimenti a livello nazionale e locale per liberare l’Italia (e il mondo intero) dalle fonti fossili. Anche per questo la scelta del 25 aprile non è stata casuale: Italia Carbon free si tiene infatti nelle ore che precederanno la presentazione a Camera e Senato del Piano nazionale di ripresa e resilienza del governo (Pnrr, conosciuto anche come Recovery plan), uno strumento che dovrebbe essere strategico per la svolta verde dell’Italia, ma che dalle notizie trapelate al momento non appare all’altezza della necessità di cogliere con efficacia la sfida dell’emergenza climatica.

Con l’aggravante che il Ministero alla Transizione ecologica (da più parti già ribattezzato Ministero della Finzione ecologica) ha dato il via libera, proprio in questi giorni, a undici progetti di nuove trivellazioni, sulla terraferma e in mare, in Emilia-Romagna. Anche al largo del Delta del Po, un ambiente naturalistico straordinario, Patrimonio dell’Umanità e Riserva di Biosfera MAB dell’Unesco. Evidentemente l’esperienza negativa della subsidenza degli anni 50-60 non è servita a nulla: ancora una volta si rischia di incrementare la risalita del cuneo salino nelle acque dolci del Delta, causando abbassamenti del terreno fino a due metri, come è già avvenuto a causa delle estrazioni, con la conseguenza di mettere in pericolo attività agricole e turistiche.

Sul rischio di perdere un’occasione importante, come è quella del Recovery plan, per finanziare la transizione ecologica del nostro paese, raccoglieremo le voci e le valutazioni del Pnrr delle associazioni ambientaliste, della scienza, della politica Verde nazionale ed europea, dei territori. Con noi ci sono infatti scienziati, esponenti delle associazioni ambientaliste e dei Verdi/Europa Verde italiani ed europei. Tante voci per dire insieme: Italia carbon free! Liberi dal fossile!

Non si può più rimandare la svolta verde vera per salvare un pianeta (l’unico che abbiamo) sempre più in sofferenza per l’incuria verso la nostra casa comune e l’aggressione all’ambiente, che la virologa Ilaria Capua ha associato anche alla diffusione del Coronavirus.

Con Italian carbon free cerchiamo di mettere a fuoco i fondamentali di ciò che davvero conta. Nei giorni scorsi siamo stati travolti dal dibattito mediatico e social sulla Superlega di calcio, nelle stesse ore in cui è stata data la notizia dello scioglimento dell’iceberg A68, il più grande al mondo: un miliardo di tonnellate e quasi seimila chilometri quadrati, che si è sbriciolato in piccoli frammenti. Gli effetti del riscaldamento globale.

Davanti a noi abbiamo l’opportunità di invertire la rotta sposando un nuovo modello economico capace di tenere insieme coesione sociale, lavoro, economia e rispetto dell’ambiente. Altro che nuove trivellazioni. In questo 2021 così appesantito dalla crisi pandemica, a livello sanitario, economico e sociale, invochiamo un’altra liberazione per il nostro Paese e il mondo intero: la liberazione dalle fonti fossili per consentire alle generazioni future di poter abitare sulla Terra.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra indipendenza e ci permette di continuare a produrre un giornalismo online di qualità e aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per il nostro futuro.
Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Stiamo logorando la natura, ma il problema non è la sua sopravvivenza. Semmai la nostra

next
Articolo Successivo

25 aprile plastic free, 400 volontari puliscono la foce del Garigliano: “Così difendiamo la nostra terra” – Video

next