Gli oggetti, anzi gli accessori dei grandi marchi del lusso, possono arrivare a costare cifre da restarci secchi. Materia prima, manifattura, costi di marketing e pubblicità, posizionamento del brand, ricarico dell’azienda e del negoziante, vari passaggi che fanno lievitare (parola quantomai appropriata) il prezzo. Ma non è di come si arriva ad un prezzo alto che parla l’articolo. L’articolo parla di un nuovo oggettino messo a punto da Louis Vuitton, la maison francese del lusso conosciuta per il tessuto logato che compare in migliaia di borse, vere o false. Stavolta il marchio ha lanciato sul mercato una borsa da 39.000 dollari, a forma di aereo. Disegnata da Virgil Abloh, non è tanto questione de “il web insorge: troppo cara” (cosa che si legge ogni giorno): chi mai voleva comprarsela una borsa cosi? Il fatto è che è, come dire, brutta? Non bella ecco. Certo, l’idea della maison probabilmente è che a comprarla sia qualcuno che ha tutto il set viaggio brandizzato e lo completi con quel simpatico oggettino da oltre 32 mila euro. Non bello.

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