Erano centinaia in strada senza distanziamento e quando sono arrivate le forze dell’ordine è esplosa una specie guerriglia. Dopo i tafferugli avvenuti a Milano durante la produzione di un video rap, lo scorso 10 aprile, la Polizia sta eseguendo a Milano tredici decreti di perquisizione. “I provvedimenti sono stati emessi dal sostituto procuratore Alberto Nobili, coordinatore del pool antiterrorismo della Procura, e da Ciro Cascone, procuratore presso il Tribunale per i Minorenni, nei confronti di dieci maggiorenni e tre minorenni, per manifestazione non preavvisata, violenza e resistenza a pubblico ufficiale aggravate, nonché per porto d’armi per un maggiorenne”. Tra gli iscritti nel registro degli indagati anche il rapper Neima Ezza, 19 anni, e il rapper Baby Gang, era con il giovane italo marocchino a girare il video.

Due giorni dopo i fatti è stata aperta un’inchiesta in cui sono confluite le informative della Digos, della Squadra mobile e degli agenti del Commissariato Bonola che sono intervenuti sul posto. In zona San Siro, la ricostruzione, circa 300 ragazzi si sono ritrovati nel pomeriggio per un video rap senza alcun distanziamento e poi hanno iniziato a lanciare pietre, bastoni e bottiglie contro le forze dell’ordine intervenute. Le indagini puntano a verificare le responsabilità nell’organizzazione della manifestazione, ossia degli assembramenti per girare quel video del rapper Neima Ezza, con le conseguenti violazioni delle norme anti-Covid. E ad approfondire anche le condotte dello stesso musicista 19enne, il quale, tra l’altro, stando a quanto riportato da alcuni media, avrebbe detto ai ragazzi, molti dei quali minorenni, frasi come “quando viene la polizia non scappate“. Quando i ragazzi, tra i 16 e i 20 anni si sono spostati verso piazzale Selinunte da via Micene, le forze dell’ordine hanno dovuto lanciare un lacrimogeno per disperderli. Prima i giovani erano saltati su alcune auto in sosta, danneggiandole.

Inizialmente i ragazzi erano scappati, poi si sono ricompattati nel piazzale che si trova in uno dei quartieri milanesi di case popolari, e qui è iniziata una sorta di guerriglia urbana, con il lancio di oggetti verso gli agenti e i militari. Una volta dispersi i giovani, la Questura ha mantenuto un presidio di polizia sul posto.Neima Ezza, nato in Marocco, è cresciuto in quel quartiere. Sin dall’esordio, che risale al 2018, canta il disagio delle periferie milanesi e si è fatto conoscere in particolare con i brani ‘Essere ricco e Amico. “È questione di giorni” aveva scritto su Twitter due giorni fa. “State connessi”. Probabile si riferisse proprio alla realizzazione del nuovo video.

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