“Siamo un partito o un movimento? Non importano le classificazioni, dobbiamo darci una struttura light“. Dopo aver incontrato i senatori, oggi Giuseppe Conte si è presentato all’assemblea dei deputati M5s per continuare il confronto sulla rifondazione di quello che lui ha chiamato il Neo Movimento. Al centro della discussione c’è il progetto che ha presentato appena prima di Pasqua in diretta streaming, ma anche un questionario sulle cinque linee guida che i parlamentari vogliono seguire nei prossimi mesi. “Il Movimento deve assolutamente aprirsi e strutturarsi sui territori: è fondamentale”, ha detto nel corso della videoconferenza. L’ex presidente del Consiglio, lo ha detto ieri ai senatori, non vuole che la sua investitura sia “una operazione verticistica” e per questo sarà fondamentale che la sua leadership passi per un voto sulla piattaforma. Ma non solo: una delle sue preoccupazioni in questo momento è quella di riuscire a coinvolgere il più possibile portavoce, attivisti ed eletti nella fase di ricostruzione del progetto politico. Anche per questo ha creato un indirizzo email (lineeguidamovimento è l’intestazione dell’indirizzo elettronico) e ha chiesto di inviare anche per iscritto le proposte legate al questionario inviato a tutti i parlamentari. “Diamoci tutti del tu”, è stato l’invito rivolto dall’ex premier ai deputati. Nel corso della sua controreplica pomeridiana, Conte ha anche avuto un “fuoriprogramma” molto simbolico sulla fitta rete di rapporti che sta intrattenendo (anche e soprattutto con i dem): il presidente del Parlamento Ue del Pd David Sassoli è passato a citofonare a casa sua. “E’ venuto a trovarmi per una chiacchierata”, ha detto ai deputati. Quindi Conte si è scusato per l’interruzione, prima di interrompere il collegamento per qualche minuto.

La discussione è andata avanti sia al mattino che al pomeriggio e al centro del dibattito c’è stato appunto la carta dei valori e quindi i principi alla base del Movimento: “Non dobbiamo abbandonarle”, ha detto Conte, “ma abbiamo il dovere di guardare avanti“. Quindi l’ex presidente del Consiglio ha spinto molto sull’importanza della formazione: “Bisogna aggiornarsi sia a livello nazionale che internazionale”, avrebbe detto. Per poi spiegare che il centro di formazione che ha in mente servirà anche per “mettere in rete le esperienze amministrative”. “Sarà nevralgico per rigenerare il Movimento con nuove idee e persone”. Per esser ben chiari – avrebbe precisato l’ex premier – quando guardo alla futura classe dirigente reputo l’onestà fondamentale, la competenza fondamentale ma anche la capacità, non solo la competenza. Gli esperti che non hanno capacità politica non vanno da nessuna parte e anche il contrario”.

Poco o niente, proprio come ieri, ha detto invece Conte su una delle questioni più delicate degli ultimi giorni: il rapporto con Davide Casaleggio e l’associazione Rousseau. Solo giovedì scorso il figlio del cofondatore del Movimento ha lanciato un ultimatum perché i parlamentari M5s versino gli arretrati, ma sul punto sembra impossibile arrivare a una mediazione. Tanto che, mentre Conte parlava all’assemblea, Davide Casaleggio era in diretta su Rai3 intervistato da Lucia Annunziata a In Mezz’ora in più. E, proprio durante l’intervista, l’imprenditore ha criticato duramente i parlamentari: “Spero che non attacchino Rousseau per avere i tre mandati”, ha detto. Frasi a cui ha replicato il capo politico reggente Crimi (“Frasi misere”), ma non Conte. Anzi l’ex premier ha provato una mediazione: “Aspetto che il Movimento 5 stelle chiarisca con Rousseau – io sono l’ultimo arrivato e non posso intervenire in un rapporto consolidato negli anni – ma la democrazia digitale rimarrà al fondo del nuovo Movimento. È fondamentale garantire la modalità di partecipazione ad un ampio numero di partecipanti: la democrazia digitale presuppone assoluta trasparenza e chiarezza, criteri di accesso. Il voto online può essere demandato a una società esterna, ma tutto il resto deve essere gestito dal Movimento a cominciare dalla formazione”.

Conte ha chiuso il suo intervento promettendo “un tavolo di confronto permanente”: “Dovremo condividere una rivisitazione delle 5 stelle ampliando la prospettiva e l’orizzonte”, ha detto. L’ex premier avrebbe sottolineato che nella rifondazione del Movimento serve fiducia reciproca: sono ben conscio delle difficoltà – avrebbe affermato – e avrei potuto decidere di fare altro ma mi metto in gioco perché ho fiducia in voi. Dobbiamo affrettare questo processo anche perché ci saranno le elezioni amministrative a breve e dobbiamo essere pronti. L’ex premier si sarebbe anche soffermato su alcune tematiche, a partire dall’ambiente. L’ecologia non è un singolo progetto ma è cultura. Tutti vivono nella transazione ecologia ma quello è il futuro che dobbiamo spiegare”.

Il dibattito e gli interventi dei deputati – La riunione si è svolta in videoconferenza ed è stata aperta dal capo politico reggente Vito Crimi. Che, aprendo il dibattito, ha spiegato che il questionario inviato da Conte rappresenta una base di lavoro non vincolante, ma che serve per iniziare un dibattito proficuo su questioni chiave come la formazione e il coinvolgimento della società civile, nonché sulla scrittura della carta dei principi e dei valori del Movimento. Subito dopo ha preso la parola Conte che, al termine del suo discorso, ha aperto al dibattito raccogliendo i pensieri e le riflessioni dei parlamentari.

Tra i primi a intervenire c’è stato il deputato ed ex sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo: “Bene l’intervento di Grillo sul no all’abolizione del vincolo dei due mandati”, ha detto toccando uno dei temi più delicati e sui quali l’ex premier aveva deciso di glissare. “Il Centro di formazione potrà essere anche il luogo dove, chi ha concluso i due mandati, avrà modo di trasferire le proprie esperienze ai nuovi”. Tofalo ha anche proposto di inserire “il tema della sicurezza” tra “le nuove stelle del Movimento”. “La sicurezza è un bene comune e senza sicurezza non c’è democrazia”, ha sottolineato, spiegando di parlare di “sicurezza nella sua accezione più ampia, sicurezza ambientale, sanitaria, infrastrutturale. Sicurezza nei luoghi del lavoro, sicurezza digitale, forze armate e dell’ordine, sicurezza nazionale”.

Poi ha preso la parola l’ex ministro Alfonso Bonafede che invece, ha spinto molto sulla necessità che il Neo Movimento possa riuscire a radicarsi sul territorio: “Il nuovo Movimento dovrà avere capacità inclusiva e non dovrà vedere prevalere logiche di potere o correnti”. Bonafede ha auspicato “una organizzazione capillare e diffusa con referenti senza logiche di potere ma con la funzione ci aumentare capacità di includere e di consolidare sui territori i valori”.

Secondo l’ex viceministro allo Sviluppo economico Stefano Buffagni i punti cardini da cui ripartire sono “onestà, competenza e merito”. “Il nostro”, ha detto Buffagni, “deve essere un posizionamento preciso”. Buffagni ha anche parlato del rapporto con il Partito democratico: “Sì a un percorso col Pd, ma senza snaturarci. Lasciamo al Pd temi come il voto ai 16enni e lo Ius soli. Noi dobbiamo lavorare su due nuove stelle: lavoro e sviluppo sostenibile, e ambiente e salute. È questo che oggi gli italiani ci chiedono come priorità ed è su questo che dobbiamo impegnarci al massimo”. L’ex ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ha chiesto “fiducia”: “Ci fidiamo di te. Fidati anche tu di noi”. E ha poi invocato unità e un lavoro per delineare la strategia politica e il “posizionamento” del M5s in vista delle prossime elezioni.

Sui temi è intervenuta la deputata Conny Giordano: “Vorrei ci fosse più chiarezza su molti temi. Sulla politica migratoria siamo un Movimento accogliente o siamo contro le Ong? Sui diritti civili siamo a favore delle adozioni e delle unioni gay o siamo ancora insicuri e non lo sappiamo?”. Mentre Luigi Iovino ha messo in guardia: “E’ da un anno e mezzo che parliamo solo di noi stessi, non vorrei facessimo la fine del Pd”. E Carmen Di Lauro, nel pieno dello scontro con Davide Casaleggio, ha dichiarato: “Le idee di Gianroberto Casaleggio vanno conservate e valorizzate anche nel nuovo Movimento che stiamo costruendo. Mi riferisco alla partecipazione dei cittadini ai processi decisionali della politica. Quello dei due mandati è un tema molto sentito dalla nostra base e va sciolto”.

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