Domenica si è tenuta via web una bella assemblea per discutere su come costruire l’opposizione al governo Draghi e su come costruire l’alternativa alle politiche liberiste. Una discussione per trovare insieme i modi per costruire una aggregazione plurale, una soggettività che per dimensioni e credibilità possa rappresentare una alternativa ai poli politici oggi esistenti. E’ stato quindi aperto un percorso, per capire e raccogliere idee, confrontando positive pratiche sociali già in essere. Credo che proprio questo carattere aperto e processuale abbia favorito la partecipazione all’assemblea indetta da Rifondazione Comunista di centinaia di persone con decine di interventi.

Oggi, leggendo le dichiarazioni di Enrico Letta in un dibattito con Matteo Salvini, ho trovato la conferma della giustezza di questo indirizzo. Enrico Letta, il segretario del Pd, dice infatti: “io vorrei togliere dal Pd i panni della protezione civile: siccome gli altri sono antieuropei e fanno uscire l’Italia dall’Europa, come rischiava di accadere nel 2018, per forza dobbiamo andare al governo. Io voglio un partito che si candida alle elezioni e se perde va all’opposizione. Perciò, se Salvini si avvicinasse al Ppe sarei contento, per l’Italia sarebbe una buona notizia”.

Le dichiarazioni di Letta sono interessanti per due motivi. La prima è che amplifica volutamente l’antieuropeismo di Matteo Salvini. Con ogni evidenza la polemica contro l’Europa di Salvini è un espediente retorico per raccattare voti ma in ogni passaggio ”stretto” il partito di Salvini ha seguito obbediente il gagliardetto dell’Unione Europea: ha votato il trattato di Maastricht, quello di Lisbona, il pareggio di bilancio in Costituzione e adesso sta ovviamente nel governo Draghi a gestire i nostri soldi per conto degli industriali del Nord. Quando c’è da raccattare voti fanno urlare i docenti universitari che si prestano a fare i giullari, ma poi quando arrivano le scelte vere la musica la definisce Giorgetti. Letta amplifica quindi l’antieuropeismo di Salvini per costruirsi un avversario di comodo, su un terreno di comodo.

Il secondo motivo di interesse per le dichiarazioni di Letta riguardano il suo obiettivo e cioè l’auspicio che Salvini entri o perlomeno si avvicini al Partito popolare europeo. Letta non chiede a Salvini di abbandonare le sue idee razziste. Il razzismo di Salvini non va eliminato ma semplicemente integrato stabilmente in una continuità di politiche economiche e di governance europea… Questo rassicurerebbe Letta e determinerebbe l’assoluta intercambiabilità tra Pd e Lega attraverso il meccanismo dell’alternanza.

Ecco, io ho un obiettivo politico diverso da quello da Letta. Penso che il problema dell’Italia non sia un bel bipolarismo tra un centro destra e un centro sinistra che si contendono i voti per gestire le politiche liberiste dell’Unione Europea. Penso che il problema sia quello di costruire una alternativa democratica e solidale alle politiche liberiste dell’Unione Europea. Quelle che i partiti di cui Letta e Salvini sono rappresentanti pro tempore applicano da trent’anni e vogliono continuare ad applicare…

Il problema quindi è costruire l’alternativa a Letta e Salvini, non l’alternanza tra loro.

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