Sta affrontando la fase più critica dell’emergenza Covid, con attività non essenziali chiuse e il divieto di eventi religiosi e sportivi, tra le alte misure prese. Con 44 milioni di abitanti lo Stato di San Paolo è il più popoloso del Brasile, ed è nel pieno della pandemia. Nelle ultime 24 ore sono stati oltre mille i morti a causa di Sars-Cov-2. Esattamente, 1.021. Si tratta del numero giornaliero più alto registrato a San Paolo dall’inizio della crisi sanitaria, che ha già causato oltre 68mila vittime. I numeri del bollettino diffuso al martedì di solito includono anche casi e decessi del fine settimana, ma i 1.021 morti confermati rappresentano un aumento del 50% rispetto ai 679 di sette giorni fa. E anche in Brasile la situazione resta grave: negli ultimi sette giorni ha registrato 15.650 morti, il numero più alto di vittime per Covid-19 secondo dati dell’Oms. Una cifra che rappresenta il 25% dei decessi causa Covid-19 di tutto il mondo nello stesso periodo.

Joao Doria, governatore dello Stato di San Paolo (a sinistra nella foto) e probabile candidato del Partito socialdemocratico brasiliano (Psdb, di centro) alle presidenziali del 2022, ha attaccato duramente il presidente Jair Bolsonaro, da sempre riduzionista – se non negazionista – rispetto ai drammatici effetti del Covid e che nei giorni scorsi ha silurato un altro ministro della Sanità. Doria, acerrimo avversario del presidente, ha definito Bolsonaro uno “psicopatico”, colpevole di avere trascinato il Paese nel baratro delle vittime e dei contagi. “Siamo in uno di quei tragici momenti della storia in cui milioni di persone pagano un prezzo alto per avere un leader psicopatico e sprovveduto a capo di una nazione”, ha detto il governatore, secondo cui il Brasile avrebbe potuto evitare un numero elevato di vittime se il presidente “avesse agito con la responsabilità che la carica comporta”. Bolsonaro ha fatto “errori incredibili, come intraprendere una disputa politica con i governatori che cercano di proteggere la popolazione”, ha aggiunto Doria, ricordando l’opposizione del presidente rispetto alle misure restrittive volute dai governatori per contenere il contagio. Solo nove paesi al mondo, oltre allo stesso Brasile, hanno più morti di San Paolo in termini assoluti: sono Usa, Messico, India, Regno Unito, Italia, Russia, Francia, Germania e Spagna.

Ma l’ultimo attacco di Doria non scuote Bolsonaro. “Sembra che si muoia solo in Brasile”, ha detto nel corso di una cerimonia nel palazzo presidenziale di Planalto, dove ha aggiunto di essere preoccupato per le vittime della pandemia ma anche per i posti di lavoro persi, perché “chi perde la fonte di reddito sviluppa problemi che portano alla depressione e al suicidio”. “Ho sempre detto che dobbiamo preoccuparci per le vittime, ma anche dei posti di lavoro. Una persona disoccupata finisce per avare problemi che possono portare alla morte, alla depressione o al suicidio. Dobbiamo trovare una soluzione per prenderci cura della popolazione. Sembra che, in tutto il mondo, solo in Brasile muoiano le persone. Mi dispiace per le morti, qualsiasi tipo di morti”, ha detto.

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