Tramonta definitivamente l’ipotesi di prolungare la scuola fino alla fine di giugno. Oggi il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha chiuso la questione, dopo la proposta che era stata avanzata dallo stesso presidente del Consiglio Mario Draghi durante le consultazioni. Il ministro Bianchi nel suo intervento al Senato ha parlato invece della necessità di riaprire la scuola solamente in presenza: “Sono assolutamente convinto – ha detto – che serva riprendere la scuola in presenza, a partire dalle aree periferiche, ma c’è un ruolo rilevante delle Autonomie, il calendario lo fanno le Regioni”. Il ministro ha quindi sottolineato che “il problema degli apprendimenti non si risolve negli ultimi 20 giorni di giugno“, meglio concentrarsi su settembre: “Dobbiamo riportare i più piccoli in presenza e soprattutto lavorare in vista del prossimo anno scolastico, dobbiamo andare a un innalzamento della qualità dell’offerta didattica complessiva, spero di avere risorse per interventi sostanziali per garantire un ponte in vista del prossimo anno scolastico”, ha spiegato il ministro nell’aula di Palazzo Madama.

Bianchi ha poi incontrato i sindacati scolastici di livello confederale e di comparto, stilando con loro un “Patto per l’Istruzione e la Formazione” che metta la scuola al centro del Paese, per farne il motore dello sviluppo e dell’eguaglianza sociale. Il Patto si articola su temi di stretta attualità: tiene banco l’ipotesi di riprendere il prossimo anno dall’1 settembre, anche se resta il grande nodo delle cattedre vacanti. Ma tratta anche una visione di scuola che, a detta del ministro, “va costruita con l’aiuto di tutti. Sulla scuola dobbiamo mobilitare il Paese intero”. Bianchi, aprendo l’incontro, ha spiegato che “dopo la firma del Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e della coesione sociale, dobbiamo riflettere non solo su misure d’urgenza, ma anche su una visione di cambiamento della nostra scuola”. “Abbiamo – continua il ministro – di fronte un obbligo: fare in modo che la scuola torni ad essere il centro del Paese, un centro dinamico, un motore di sviluppo per uscire dalla pandemia, ma anche dalla stagnazione”.

A seguito dei provvedimenti firmati da Mario Draghi, da lunedì 15 marzo più di 7 milioni di studenti sono costretti a seguire le lezioni attraverso la didattica a distanza. Attualmente sono più di 656mila i membri del personale scolastico vaccinati contro il Covid, circa il 44,3% dei docenti. La regione con più vaccinati tra il personale scolastico è la Puglia. “Vaccinare i docenti significa dare stabilità e capacità di azione alla scuola”, ha sottolineato il ministro Bianchi, che ha parlato della nuova collaborazione con Agostino Miozzo: “Sto facendo alcune verifiche sulla capacità di disporre dei dati, perché senza di essi si va a sentimento che è importante e fondamentale ma non sufficiente. Noi abbiamo un enorme sistema informativo che però va rifocalizzato, in particolare va messo in connessione con il sistema informativo della sanità e con il sistema informativo delle dinamiche del Paese”.

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