Guai e ancora guai per Alibaba, il colosso dell’e-commerce cinese entrato in rotta di collisione con il governo di Pechino. Secondo quanto anticipato dal Wall Street Journal il gruppo di Jack Ma, uomo più ricco del paese, potrebbe ricevere a breve una multa da quasi un miliardo di euro (oltre 800 milioni di euro) per pratiche anticoncorrenziali come risultato delle indagini per sospette pratiche monopolistiche. Il portale Alibaba gestisce da solo un quinto di tutte le vendite cinesi. Oggi è inoltre arrivata la notizia delle dimissioni di Simon Hu dalla carica di amministratore delegato di Ant group, il braccio finanziario di Alibaba, specializzato nell’erogazioni di credito al consumo on line. Lo scorso gennaio aveva lasciato il responsabile della divisione assicurativa Yan Ming.

Simon Hu ha affermato di voler lasciare “per motivi personali”. Nel 2020 la società avrebbe dovuto essere quotata sulla borsa di Hong Kong ma l’operazione è saltata per volontà del governo cinese. Alla fine dello scorso ottobre, con le azioni della società sui massimi storici, Jack Ma aveva definito il sistema bancario cinese, che è in larga parte sotto controllo statale, “gestito come se fosse un banco dei pegni”. Da quel momento i titoli Alibaba hanno perso in borsa circa il 16% .

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Nasce SardexPay, si allarga per le Pmi la possibilità di scambiare beni e servizi con moneta digitale. “Nuove occasioni di business”

next
Articolo Successivo

Sabrina Benetton lascia il posto nel cda di Atlantia: “Disagio anche reciproco per gli eventi relativi alla controllata Autostrade”

next