“Questa è un’infamia, vogliono colpire il Comitato No Grandi Navi nella sua parte più debole, i giovani, in un momento di crisi economica”. Tommaso Cacciari e una quindicina di militanti che si oppongono da anni all’ingresso delle navi da crociera nella Laguna di Venezia, hanno manifestato di fronte alla sede della Capitaneria di Porto. Hanno ricevuto, infatti, sette ingiunzioni di pagamento, per un totale di 14mila euro, a cui vanno aggiunti 6mila euro di spese legali e accessorie. In totale 20mila euro da versare entro un mese, a far data dal 4 marzo scorso. Il motivo? Una manifestazione avvenuta il 24 settembre 2019 nel Canale Marittimo della Giudecca. In quella occasione era stato installato anche un palco galleggiante dove si erano esibiti complessi musicali. Una festa, più che una manifestazione di blocco del canale per impedire il passaggio del bestioni del mare, che infatti erano transitati dopo le 21.30. Eppure sono state notificate le ingiunzioni con la richiesta di pagamento a sette persone che avevano preso a noleggio sette imbarcazioni dallo stesso armatore.

Le contestazioni sono due. Innanzitutto non aver rispettato un’ordinanza della Capitaneria di Porto che vietava ai manifestanti di intralciare la navigazione nel Canale della Giudecca. Inoltre, non aver obbedito all’alt della forze dell’ordine, “provocando un sinistro ai danni di un’imbarcazione della Polizia di Stato”. Non viene comunque precisato quale sia l’imbarcazione, né quale sia il danno causato. Ma siccome il riferimento è identico a tutti i sette veneziani che hanno ricevuto l’ingiunzione di pagamento, par di capire che tutti e sette abbiano contribuito al danneggiamento del natante della Polizia. La contestazione è basata sui video girati dalle forze dell’ordine e dai rapporti della Questura. “Vogliono fermarci, ma non ci riusciranno – ha commentato Cacciari – anche se ci colpiscono in un punto molto delicato. Per questo lanciamo un appello alla generosità collettiva. Apriamo una crowdfunding, un finanziamento dal basso, perché abbiamo solo 30 giorni di tempo per far fronte alla richiesta e non sappiamo se il ricorso al giudice di pace sarà in grado di interrompere in tempo la procedura”.

Naturalmente i No Grandi Navi contestano anche nel merito le contestazioni: “Ma quale danneggiamento? Il danneggiamento causato contemporaneamente da sette imbarcazioni diverse di cui non ci fu contestato nulla? Noi di battaglie navali ne abbiamo ingaggiate in passato, ma quella non fu una battaglia navale, fu solo una festa”. L’appello è lanciato anche alle grandi star che in passato presero posizione contro le navi da crociera in laguna. Qualche nome? Tilda Swinton, che proprio a Venezia, ricevendo il Leone d’Oro alla Carriera, disse dal palco: “È così bello vedere l’assenza delle navi da crociera”. Oppure l’attrice britannica Emma Thompson, che è cittadina veneziana dall’anno scorso e si è schierata con i No Navi l’estate scorsa, dichiarando: “Sto con i cittadini che protestano, le grandi navi minacciano il fragile equilibrio della laguna”. Altri personaggi dello spettacolo che hanno espresso la loro solidarietà sono stati Eugenio Finardi, che nel 2016 cantò dal palco, Adriano Celentano e il regista Gabriele Muccino.

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