Oggi l’identità del M5s va ricostruita e Conte può essere di grande aiuto. Ma che non sia solo un’operazione di comunicazione, magari per coprire le nostre contraddizioni. E lo dico nell’interesse di Conte, che rispetto moltissimo”. Sono le parole dell’ex ministro Vincenzo Spadafora, esponente del M5s, nel corso della trasmissione “Omnibus”, su La7.
E aggiunge: “Al di là di quello che si legge sui giornali, credo di poter dire che Conte, in realtà, stia ancora valutando molto attentamente. E’ ovvio che il percorso sia già avviato, ma credo che, assieme alla sua squadra e ai suoi consiglieri, stia valutando anche tutte le cose prettamente organizzative del Movimento, che però hanno dimostrato delle lacune oggettive che oggi non possono non essere prese in considerazione”.

Spadafora spiega: “La scelta strategica di allearci col Pd la daremo per definitiva con l’arrivo del presidente Conte. Mi sembra difficile chiedere al presidente Conte di guidare un M5s che si collochi in un’area politica diversa da quella del centrosinistra. E’ vero che Conte ha guidato un governo con la Lega, ma credo che se ne sia pentito. Bisognerà ora capire come Conte vorrà utilizzare, ad esempio, la piattaforma Rousseau. Mi auguro che sia sempre Conte a decidere insieme a un gruppo – continua – e che il M5s in questa evoluzione metta un punto fermo, cioè quello di una democraticità nel Movimento. Ed è anche importante che il M5s non cambi ogni volta le regole in base alle necessità o alle persone, ma si dia delle regole democratiche che possano essere adatte, almeno nei prossimi 10 anni, indipendentemente da chi pro tempore guiderà il Movimento”.

E conclude: “Io sono un po’ preoccupato per tutte queste espulsioni così immediate e lo dico anche se tra gli espulsi, ci sono persone che storicamente hanno sempre criticato il mio operato o il fatto che io provenissi da altre esperienze politiche. Persone come la Lezzi e Morra hanno avuto e hanno comunque un ruolo che fa parte della storia di questo movimento, con posizioni discutibili o meno che anch’io non ho condiviso molte volte. Oggi, se stiamo parlando di una rifondazione, di una evoluzione del Movimento, sarebbe meglio essere un po’ tutti insieme a capire verso che direzione andiamo. Applicare in maniera così rapida e rigida le regole, quando abbiamo visto che quando le vogliamo cambiare le modifichiamo in 24 ore, insomma… mi auguro che possa esserci anche un ripensamento e trovare almeno in questa fase un momento di chiarimento”.

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