“I nuovi sottosegretari del governo Draghi? Sembra il bar di Guerre Stellari, non un governo dei migliori”. Così, a “Otto e mezzo” (La7), il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, commenta le nomine dei nuovi sottosegretari dell’esecutivo presieduto da Mario Draghi.
E aggiunge: “Se ci avessero detto che avremmo avuto “il governo del migliore” con Draghi senza guardare quello che c’era sotto, cioè la solita immondizia, avrei capito. E invece no. E’ stato detto: arrivano Draghi e i migliori. Io sono curioso di vedere questi migliori”.

Travaglio sottolinea: “Inizialmente ero curioso di sapere dove avrebbero preso i migliori del nuovo governo, visto che abbiamo una classe dirigente tecnica, amministrativa e politica che ha fatto praticamente fallire l’Italia e che nel 2018 è stata bocciata platealmente perché aveva fallito. E ho visto che hanno preso questi ‘migliori’ dai soliti posti dove prima c’erano i peggiori. Infatti questo è il governo dei peggiori presieduto dal migliore. La domanda è: come fa uno da solo, essendo il migliore, a far funzionare un’intera compagine governativa per mesi e mesi in una situazione così difficile? Sarà poi vero – continua – che i questi tecnici siano migliori di quelli che c’erano prima? Io devo ancora capire se il ministro Franco è meglio del ministro Gualtieri, una delle massime autorità economiche in Europa, o se il ministro della Transizione Ecologica Cingolani, pieno di conflitti di interessi, è meglio del generale Costa che si era occupato di ambiente nella Terra dei Fuochi, o se Giorgetti è meglio di Patuanelli. Sto citando i ministri che gestiranno il Recovery Fund”.

Il direttore del Fatto chiosa: “Adesso c’è anche l’avvocato di Berlusconi come sottosegretario alla Giustizia. E’ un altro Ghedini: si chiama Sisto ma ha lo stesso conflitto di interessi. E Ghedini non è stato né ministro, né sottosegretario. Quando Berlusconi cercò di piazzare alla Giustizia il suo avvocato Cesare Previti, un altro presidente che si chiamava Oscar Scalfaro gli disse: ‘Il tuo avvocato alla Giustizia non ci va’. Invece questa volta Draghi, o chi per lui, ha fatto entrare l’avvocato di Berlusconi nel ministero della Giustizia e un altro uomo di Berlusconi all’Editoria (Giuseppe Moles, ndr). Ma non si erano detti che i conflitti di interessi erano brutti? – conclude – Come è possibile che un rappresentante di Berlusconi, che ha il più grande gruppo editoriale italiano, abbia la delega all’Editoria? Questi sono alcuni esempi, per non parlare poi del folclore, da Lucia Borgonzoni, che disse che l’Emilia Romagna confinava col Trentino Alto Adige e che è stata messa ai Beni Culturali, a Rossano Sasso, che scambia Topolino con Dante Alighieri e che è il nuovo sottosegretario all’Istruzione”.

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