Negli ultimi mesi ha registrato un netto calo dei contagi e delle vittime, sollevando la possibilità che gli anticorpi nella popolazione siano molto più diffusi di quanto si credesse. E quindi che i contagi siano molti di più degli 11 milioni contabilizzati ufficialmente. E mentre gli scienziati si interrogano ancora sull’andamento della curva epidemiologica in Indiadove il calo delle infezioni è favorito anche dall’età media della popolazione e da una diffusa condivisione di servizi e di rubinetti dell’acqua, in agglomerati fortemente congestionati e senza il rispetto delle norme igieniche -, nel Paese la campagna vaccinale continua a procedere a rilento, nonostante le promesse e gli obiettivi promossi dal governo.

Ma ora l’esecutivo di Narendra Modi è intenzionato a cambiare marcia – visto anche l’allarme degli aumenti delle infezioni negli ultimi giorni, che hanno toccato il picco da gennaio – e ha già mobilitato le società indiane produttrici di vaccini affinché la distribuzione in India abbia la priorità sulla vendita o la cessione dei farmaci ad altri Paesi. L’India è infatti una potenza di fuoco quanto a produzione dei vaccini. Entro i suoi confini ne fabbrica il 60% di tutta la produzione mondiale, grazie soprattutto a sei grandi aziende. Nelle ultime settimane, scrive Bbc, sono state inoltre potenziate le loro catene di produzione per garantire la messa in commercio di un ampio numero di dosi di vaccino anti-Covid. E secondo Deloitte Delhi è destinata a diventare il secondo produttore mondiale del farmaco contro Sars-Cov-2 dopo gli Stati Uniti.

A fare la parte del leone è il Serum Institute, la più grande società produttrice di vaccini al mondo, che ha ottenuto la licenza per il vaccino AstraZeneca, che in India è stato rinominato Covishield. E anche il gigante farmaceutico americano Novavax ha assicurato di essere pronto a incrementare la produzione grazie alla collaborazione col Serum, che vanta una capacità complessiva di 1,5 miliardi di dosi di vaccino all’anno. Una capacità che vuole potenziare di un ulteriore miliardo entro fine anno. Grazie alla collaborazione con l’azienda indiana, AstraZeneca ha dichiarato di essere in grado di produrre 300 milioni di dosi destinate a 145 paesi attraverso il programma Covax, dunque per Paesi a basso e medio reddito. Attualmente il Serum sta producendo circa 70 milioni di dosi al mese, scrive Fortune.

Inoltre un’altra azienda indiana, Bharat Biotech, ha dichiarato di essere pronta a produrre in un anno 700 milioni di dosi del suo vaccino Covaxin, approvato per l’uso in emergenza. A oggi l’India ha già fornito oltre 16 milioni di dosi a 17 paesi, tra cui Myanmar, Bangladesh, Nepal, Sri Lanka, Afghanistan e Maldive, tramite accordi commerciali o donazioni. Per quanto stia procedendo a rilento nella campagna vaccinale, Modi ora vuole dare una sferzata, mentre in molte città, i mercati sono pieni di vita, le strade affollate e i ristoranti quasi pieni. Il paese segnala da 11mila a 13mila nuovi casi al giorno, rispetto a un picco di quasi 100mila a settembre. Ieri però sono stati registrati 16.738 nuovi casi di coronavirus, il dato più alto da circa un mese a questa parte. Oltre la metà provengono dallo stato occidentale del Maharashtra, dove si trova Mumbai, la capitale finanziaria del Paese. I decessi totali sono finora 156.705.

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