Rainbow Six Siege ha vissuto un 2020 particolare, come molti a causa del Covid-19. Le competizioni esports si sono disputate tutte online, con l’ultimo evento dal vivo che risale all’era pre-pandemia, quel Six Invitational 2020 disputato a Montreal in cui trionfarono, un po’ a sorpresa, gli Spacestation Gaming. Il Six Invitational 2021, universalmente riconosciuto come il mondiale di Rainbow Six Siege, si sarebbe dovuto disputare a Parigi dal 9 al 21 febbraio, prima che le limitazioni agli ingressi in Francia imposte dal governo Macron costringessero gli organizzatori a rinviarlo a data da destinarsi. Nonostante l’apparente calma piatta, Ubisoft ha lavorato dietro le quinte, in silenzio e con discrezione, con l’obiettivo di ridare nuova luce al proprio videogioco. Con le competizioni costrette a disputarsi online, e con una scena esport strutturata e in costante crescita negli ultimi anni, ormai tra i titoli più seguiti al mondo, il publisher si è potuto concentrare sul sistemare gli aspetti del videogioco nudo e crudo.

Un estratto del gameplay di Rainbow Six Siege

Le novità dell’Anno Sei. Il 2021 di Rainbow Six Siege ha un valore intrinseco: è l’Anno Sei, numero che rappresenta il titolo stesso nella cabala dei videogiochi. Motivazione che ha spinto Ubisoft a prevedere appositamente per questo anno le grandi novità che cercheranno di modificare il gioco in via gattopardesca, rivoluzionandolo nelle sue caratteristiche principali ma mantenendo immutati i suoi punti di forza che lo hanno reso così apprezzato dagli appassionati: dal sistema delle ranked, quasi totalmente rivisto, a novità per gli streamer e i content creator, fino al nuovo logo e alla rielaborazione grafica degli operatori e non solo.

Il primo obiettivo, ha raccontato Andrea Patrone, Group Brand Manager di Ubisoft, durante la conferenza in cui sono state presentate in anteprima le novità alla stampa, “era rendere il gioco più fluido, chiaro, pulito. La stessa dimensione del videogioco, come già fatto nell’Anno 5, diminurà ancora grazie alle nuove tecnologie che permettono di ridurre la pesantezza di alcune texture.” Un ruolo importante per un titolo che si gioca principalmente online giocano fattori come la connettività e gli attacchi ddos. Su entrambi i punti Ubisoft porterà delle novità già dalla Stagione 1 dell’Anno 6: “Tramite semplici segnalazioni potremo investigare su ogni tipo di problemi di connessione e capire come risolverli. Un fattore che si riflette positivamente anche sugli attacchi ddos: il numero di match impattati sarà minore grazie alla possibilità di risalire agilmente e rapidamente alla fonte del problema.

L’infografica più snella e pulita degli operatori

Diverse novità anche per l’esperienza di gioco degli utenti e degli streamer. L’Anno 6 darà l’addio al Season Pass, sostituito da un più semplice Battle Pass che permette di sbloccare lungo la stagione il nuovo operatore e, ma non solo, i gadget a lui dedicati. Avranno ancora più peso i comportamenti dei giocatori durante le partite, inclusi i cheater, un problema che affligge i giochi online: “Se solitamente non diamo abbastanza info pubbliche su come funzionano i nostri sistemi di tracciamento è perché non vogliamo dare troppe informazioni proprio ai cheater.” Ma Ubisoft garantisce che il sistema di anti-cheat è stato nuovamente ritoccato per renderlo ancora più efficiente e riconoscere più facilmente quando un giocatore bara o, più semplicemente, si comporta in modo tossico, ricevendo sanzioni dal blocco delle classificate alla retrocessione di grado nel nuovo Reputation System. Come già accade per altri videogiochi, arriva anche su Rainbow Six Siege un sistema che penalizza i giocatori peggiori in termini di comportamenti e premia coloro che si mostrano socievoli, corretti e collaborativi in partita con un sistema di ricompense e incentivi per coloro che si trovano ai livelli più alti. Nella nuova stagione sarà introdotto anche il sistema di Replay che darà la possibilità ai giocatori più competitivi di rivedere le proprie azioni e migliorarsi.

Infine Ubisoft ha riservato un’attenzione particolare agli streamer, i content creator che raccontano quotidianamente Rainbow Six Siege in tutte le sue sfaccettature. Finora hanno sempre sofferto un problema decisamente importante: lo stream sniping, ovvero la pratica messa in atto dagli avversari che, sapendo di trovarsi contro uno streamer, mentre giocano seguono contemporaneamente la diretta, osservandone i movimenti sulla mappa. In sostanza barano ottenendo informazioni relative al posizionamento dello streamer e dei suoi alleati. O ancora peggio si rendono protagonisti di comportamenti scorretti, derivanti sempre dalle attività in streaming del giocatore. Ubisoft arriva in soccorso proponendo, già dalla Stagione 1, nuove opzioni per difendere gli streamer del proprio titolo: avranno ad esempio la possibilità di nascondere il nome, proprio e o degli alleati e dei nemici, o persino di avere un matchmaking ritardato che non dia informazioni sufficienti per risalire alla partita.

Flores, il nuovo operatore della Stagione 1 Anno 6

Stagione 1: Crimson Heist. Tante novità anche nei contenuti, molte delle quali già nella prima parte della stagione. Si inizia con il nuovo operatore, Flores, di origine argentina, che sarà da subito disponibile nel nuovo Battle Pass che darà, inoltre, due settimane di accesso anticipato all’operatore, e non più una sola, prima che sia acquistabile con moneta virtuale. Nonostante i suoi trascorsi nella malavita organizzata, attività che gli consentiva di pagare le spese mediche per la madre, Flores emigra poi negli Stati Uniti dove diventa un operatore. Si tratta di un attaccante che possiede statistiche intermedie su armatura e velocità. La sua abilità peculiare è il drone RCE-Ratero 101, un robot a tempo telecomandato a distanza ma che può solo muoversi in avanti e non può decelerare. Verso la fine del tempo può essere armato, diventando a prova di proiettile, per poi esplodere distruggendo gadget e pareti non rinforzate in un raggio intorno a sé. Può persino essere letale per un operatore se si trova troppo vicino.

La Gonne-6, la nuova arma secondaria di Rainbow Six Siege

Tre novità del videogioco influiranno senza dubbio anche sul profilo competitivo. La corazza continuerà a esistere ma anziché essere considerata come una statistica a parte andrà a incrementare i punti vita dell’operatore. Arriva persino una nuova arma secondaria, alternativa alla pistola, pensata per un ambiente più strategico: un solo proiettale, non letale contro gli operatori avversari, disponibile solo per alcuni attaccanti. È la Gonne-6, capace di distruggere con il suo unico colpo ogni gadget, anche quelli a prova di proiettile. Modifiche anche alle attività post-morte: “L’obiettivo di Ubisoft è consentire al giocatore di rendersi utile anche dopo essere stato eliminato, minimizzando le lunghe attese per la fine del round. I giocatori eliminati prima della fine del round diventano così parte attiva con la possibilità di utilizzare telecamere e gadget, sia in attacco che difesa, rimanendo protagonisti della partita.

Ubisoft porterà anche un bilanciamento nella sfida tra attacco e difesa, fino a questo momento a vantaggio dei secondi. I giocatori in attacco potranno infatti scegliere di cambiare operatore e accessori fino alla fine della fase di preparazione, consentendo loro di modificare le proprie scelte strategiche successivamente allo scouting delle zone da attaccare.

Mauro “JustRyuk” Barone, caster italiano di Rainbow Six Siege

Parola al caster. Due parole sull’Anno 6 di Rainbow Six Siege arrivano anche da Mauro Barone, in arte JustRyuk, uno dei caster ufficiali del titolo Ubisoft sia per il PG Nationals che per gli eventi internazionali, nonché content creator e recentemente entrato a far parte del Siege Champions Program ufficiale di Ubisoft, programma che ha lo scopo di unire tutte le community di Rainbow Six Siege nel mondo. Anche lui, come noi, ha avuto l’opportunità di provare i nuovi contenuti in anteprima: “Nella stagione Crimson Heist, con l’arrivo di Flores in attacco e della Gonne-6, gli sviluppatori di Siege hanno chiaramente voluto equilibrare attacco e difesa inserendo l’operatore con 4 RCE e la nuova secondaria. Un bilanciamento che arriva anche dopo aver assistito al meta dalla fine del 2019 e tutto il 2020 e che, in parte, continua anche in questo inizio 2021: il “20 seconds” meta. Una situazione in cui i gadget difensivi sono difficilmente distruttibili mentre tra gli attaccanti gli esplosivi latitano. Un mix che rende la difesa più avvantaggiata. Poi, per concludere, anche il rework di Confine, il giusto tocco per rendere fresca ed innovativa una mappa ormai ‘datata’. Voto? un bel 7,5!

Non solo Stagione 1. L’Anno 6 porterà nuovi contenuti anche nelle stagioni successive, sia a livello di gameplay che di estetica. Ubisoft lancerà i rework di diversi operatori, tra cui spiccano Maestro, Melusi e Mozzie. Ogni stagione porterà, come di consueto, un nuovo operatore: la Stagione 2 avrà come protagonista un operatore Nakoda, comunità di nativi americani; le stagioni 3 e 4 parleranno invece europeo con un operatore a testa per Croazia e Irlanda. Diverse le mappe che saranno invece sottoposte a rework. La prima, già in Season 1, sarà Confine, Border in inglese: non solo piccolo cambiamenti ma vere e proprie modifiche strutturali con spostamenti di botole e l’aggiunta di due balconate che permetteranno più rotazioni interne. Poi toccherà a Favela e infine a Outbreak, più cambiamenti minori ad altre mappe. A livello estetico, infine, saranno due le partnership che Rainbow Six Siege ha stretto con altre realtà per la realizzazione di skin. La prima sarà con Capcom in occasione del 25esimo anniversario di Resident Evil: Zofia riceverà una skin elité dedicata insieme a un altro operatore ancora non rivelato. La seconda partnership sarà con la developer giapponese Ikumi Nakamura, già conosciuta per i suoi lavori su Bayonetta ed Evil Within.

Una delle due skin celebrative della partnership tra Rainbow Six Siege e Capcom per il 25esimo anniversario di Resident Evil.

Nonostante un annus horribilis per molti attori del settore gaming e esports, Ubisoft non si è mai fermata, cercando invece di giocare d’anticipo per presentarsi nel 2021 ai propri appassionati, vecchi e nuovi, sotto una nuova veste, ascoltando le richieste della community. Proiettandosi così verso un nuovo futuro, pur conservando tutte le peculiarità che hanno fatto innamorare milioni di persone di Rainbow Six Siege

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