Caro professor Bianchi,
diffido degli accademici che diventano ministri dell’Istruzione. La invito a smentirmi.

Sarò sincero: non mi fido di lei. Non la conoscevo prima che guidasse la task force nominata dal ministero ma in quel periodo l’ho chiamata più volte.
Mi ha risposto sempre in perfetto politichese.
Mi smentisca. Mi dimostri che un docente universitario conosce molto bene la scuola dell’infanzia, il mondo della primaria, i limiti della secondaria di primo grado, le superiori.

Lei è un economista: ci faccia vedere che ne sa anche di pedagogia, di bambini, di adolescenti. In genere si sa il programma di un partito che arriva al governo ma stavolta abbiamo di fronte il maxi partitone che comprende gli amici delle paritarie e i presunti nemici; i sostenitori del voto decimale e i loro boicottatori; chi ha fatto nascere la “Buona Scuola” e chi l’ha contrastata, almeno di facciata.

Insomma, chi la sosterrà sarà un Parlamento bicefalo. E il suo programma qual è? Non lo sappiamo. Stavolta ci ritroviamo un ministro che non ha presentato alcun progetto ai suoi elettori.

Mi permetto perciò di darle qualche consiglio sulle urgenze da affrontare in attesa di conoscere il suo piano scuola.
1) Rivedere il ruolo del dirigente scolastico a scuola. I capi d’istituto non possono gestire l’intera gestione di una scuola da soli.
2) Rendere obbligatoria la formazione. Serve retribuita e di qualità.
3) Prevedere l’avvio della scuola con tutto il personale in servizio in cattedra prevedendo anche l’assunzione per titoli e non per concorso. Abolire le mad, messa a disposizione.
4) Verificare l’attualità della Legge 104/92 rendendo effettiva la continuità didattica sui ragazzi disabili e assicurando loro docenti specializzati.
5) Mettere mano ad una seria riforma degli organi collegiali finora mai toccata da nessun ministro.
6) Mettere in campo un piano contro la dispersione scolastica, prevedendo un esercito di maestri per combatterla e sostenendo le Reti del terzo settore che lavorano con la scuola.
7) Garantire alle scuole un’adeguata Rete per poter affrontare le nuove sfide educative.
8) Investire sulla formazione del personale Ata trasformando i collaboratori scolastici in educatori.
9) Investire sull’edilizia scolastica con un maxi piano che tenga conto della sostenibilità e della sicurezza.
10) Rivedere i cicli scolastici.

Buon lavoro, ministro Bianchi. Ora la palla passa a lei. La giochi bene.

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