“Riprenderò subito le fila dell’enorme lavoro fatto dalla ministra Lucia Azzolina. In queste ore sto studiando atti e delibere. La priorità è capire il ruolo della scuola nel piano nazionale di Rilancio e Resilienza”. Patrizio Bianchi, il neoministro dell’Istruzione, non ha intenzione di perdere un minuto. Trascorsa la prima parte della domenica nella sua Ferrara con la moglie e i figli, ha preso il treno in direzione Roma dove domattina metterà piede per la seconda volta nel suo ufficio. In queste ultime ore ha già preso contatti con i vertici della struttura di viale Trastevere e con alcune persone che potrebbero essere riconfermate nel suo staff. Dopo una prima riunione al ministero, fatta sabato scorso prima di far ritorno in Emilia, Bianchi vuol essere subito operativo: “Domani incontrerò tutti i miei collaboratori più stretti. Voglio partire dal Pnrr”.

Il professore, ex rettore dell’Università, che suo malgrado è diventato noto nelle ultime ore per la sua espressione emiliana che gli ha fatto guadagnare anche l’imitazione di Crozza, non ha intenzione di stracciare quanto fatto dalla Azzolina che ringrazia pubblicamente insieme a tutta la struttura di viale Trastevere. Anzi. Le sue prime parole al FattoQuotidiano.it che è riuscito a parlargli nel tardo pomeriggio, lasciano intendere che ci sarà continuità: “Il lavoro fatto finora è stato massiccio e importante. Lucia Azzolina che vedrò martedì ha lavorato moltissimo. Le dirò di più: ho l’impressione che non abbiamo messo abbastanza in evidenza quello che tutta la scuola italiana sta facendo. Certo, non mancano problemi specifici ma li affronteremo”.

L’agenda dell’ex assessore in Emilia Romagna è già piena. Per ora ha intenzione di tornare ogni fine settimana a casa quando gli sarà possibile. Nel trolley oltre a giacche, cravatte e l’immancabile maglione alla Bianchi, ha messo anche un libro di Paolo Isotta, Verdi a Parigi: il nuovo ministro è un grande appassionato di musica lirica.

Per comprendere cosa ha in testa Bianchi sulla scuola bisognerà aspettare qualche giorno ma chi vuol capire il pensiero del nuovo ministro può partire dalla lettura del suo ultimo libro Nello specchio della scuola. In un’intervista al Resto del Carlino ma pubblicata oggi, Bianchi spiega: “In quelle pagine c’è tutto quello che penso e che vorrei poter applicare. La scuola da sempre è considerata una questione che interessa soprattutto gli addetti ai lavori. In realtà è di tutti, rappresenta un cardine dello sviluppo del Paese, bisogna tornare a pensare che è un bene comune imprescindibile”.

E proprio presentando il suo libro in un video recente pubblicato dalla casa editrice “Il Mulino”, il ministro spiega: “La scuola è il perno dello sviluppo. Noi in Italia abbiamo investito sulla scuola meno che negli altri Paesi ma in modo particolare abbiamo tagliato nel momento in cui tutti facevano il salto, cioè nel 2008-2009”.

Nel suo libro ci sono alcuni punti cardine che sono “i temi” che Bianchi ha a cuore: la povertà educativa; un piano nazionale contro la dispersione scolastica; la valorizzazione degli Its; l’educazione digitale; l’autonomia scolastica.

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