Non hanno la sfera di cristallo, ma sono in sono in grado di prevedere quanta gente finirà in ospedale. Li hanno già soprannominati “meteovirologi”, ma in realtà non si tratta di medici: sono fisici, ingegneri e statistici che studiano i dati messi a disposizione dagli ospedali e li incrociano con le informazioni relative alle riaperture, alle ordinanze regionali, alla circolazione delle persone. Come il gruppo di lavoro nato all’Università di Bologna in collaborazione con l’Ausl, che non ha l’ambizione di sostituirsi alla politica ma solo l’obiettivo di consegnare nelle mani della sanità pubblica quanti posti letto saranno occupati tra quindici giorni o tra qualche mese.

Ogni settimana i “meteovirologi” si incontrano e fanno previsioni man mano che la pandemia avanza. Un lavoro messo a disposizione dell’area metropolitana della città di Bologna. Le previsioni fatte nelle ultime settimane sono state azzeccate e ora sono già in grado di dire che Pasqua e Pasquetta in Emilia Romagna dovrà essere fatta in casa se non vogliamo riempire di nuovo gli ospedali di malati Covid. A spiegare il progetto messo in campo da questi scienziati è uno di loro, Armando Bazzani, professore del dipartimento di fisica dell’ateneo bolognese e dell’Istituto nazionale di fisica nucleare: “Noi siamo quelli che consegnano la macchina per vincere il Gran Premio ma non siamo noi a guidarla. La collaborazione tra diversi professori è nata dall’esigenza dell’Ausl di avere degli strumenti predittivi per organizzare i ricoveri. Abbiamo a disposizioni i dati, non sempre pubblici, da parte dell’azienda sanitaria e su quelli lavoriamo attraverso le nostre competenze”.

L’unione tra la matematica, la fisica, l’ingegneria, la statistica e naturalmente la medicina riesce a costruire un modello previsionale che finora ha dato i suoi risultati: “Siamo partiti dallo studio della storia dell’epidemia, concentrandoci sui possibili scenari futuri. Ad oggi, Bologna può tirare un sospiro di sollievo ma una riapertura porterebbe ad un aumento immediato dei contagi con un conseguente rapido peggioramento dei ricoveri”. In questo modo i “meteovirologi” consegnano ogni settimana agli ospedali una tabella in cui riescono a prevedere quanti posti letto verranno occupati reparto per reparto, andando anche oltre i malati Covid.

Il gruppo di lavoro dell’Università non è ancora riuscito a prospettare lo scenario per quest’estate ma è già in grado di dire qualcosa in merito ai prossimi mesi: “Per i primi di aprile, in occasione delle festività pasquali, non sarà possibile ancora andare a mangiar fuori o fare una scampagnata con gli amici a meno che non vi sia un’accelerazione della campagna di vaccinazione”, sottolinea Bazzani. Per gli scienziati bolognesi questa collaborazione, frutto di una preziosa sinergia tra diverse discipline, dovrebbe essere usata anche a livello nazionale non solo per l’aspetto sanitario ma anche, ad esempio, per la mobilità: “Il nostro modello – conclude il fisico – dimostra che la politica dovrebbe servirsi delle competenze della scienza per prendere le decisioni”.

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