“La pandemia ha esposto, alimentato e aumentato le diseguaglianze e le vulnerabilità già esistenti di ricchezza, genere e razza. Ha colpito le persone che vivono in povertà molto più duramente dei ricchi, e ha avuto impatti particolarmente gravi su donne, neri, popoli indigeni e le comunità più oppresse in tutto il mondo”. A riferirlo è il rapporto dell’Oxfam The Inequality virus pubblicato la scorsa settimana, che mostra quanto il bilancio più pesante di questa pandemia ricada sulle persone di colore e sulle donne, le più a rischio di perdere il lavoro rispetto agli uomini.

La pandemia ha rivelato che la maggior parte delle persone sulla Terra vive con uno stipendio tra i 2 e i 10 dollari al giorno. E da quando il virus ha colpito, i ricchi sono diventati più ricchi e i poveri più poveri. I dieci miliardari più ricchi del mondo hanno visto aumentare la loro ricchezza. Un esempio? In un periodo in cui i viaggi commerciali sono stati banditi a causa del Covid, le vendite mondiali di jet privati sono aumentate vertiginosamente.

“Mentre galleggiamo tutti sullo stesso mare, alcuni sono in super yacht, mentre altri sono aggrappati ai detriti alla deriva”, ha dichiarato Antonio Guterres, Segretario generale delle Nazioni Unite.

L’Oxfam riporta che “ci sono voluti solo nove mesi per i più ricchi a tornare ai loro guadagni pre-pandemici, mentre per i più poveri del mondo, il recupero potrebbe richiedere più di un decennio”. Secondo la Banca Mondiale, 501 milioni di persone in più continueranno a vivere con meno di cinque dollari al giorno nel 2030 se i governi continueranno a consentire l’aumento della disuguaglianza.

Inoltre, afferma Oxfam, il consumo legato al lusso che determina le emissioni di carbonio dovrebbe essere tassato a un prezzo più alto. Questo perché i più ricchi inquinano il mondo e guidano il cambiamento climatico, mentre i più poveri subiscono le conseguenze maggiori. Secondo il rapporto l’1% più ricco della popolazione mondiale ha utilizzato il doppio del carbonio, rispetto al 50% più povero negli ultimi venticinque anni, determinando la distruzione del clima.

Il denaro proveniente dalle tasse sul carbonio dovrebbe quindi essere diretto ad aiutare le comunità più povere che necessitano di programmi di sostegno sociale, e verso le comunità che sono particolarmente vulnerabili a disastri naturali sempre più frequenti e gravi.

Questa crisi potrebbe essere allora un punto di svolta. Perché non può esserci ritorno a dove eravamo prima. È giunto il momento che i governi colgano questa opportunità e si impegnino per garantire un sistema economico più equo, inclusivo e sostenibile per il futuro dell’umanità e che prevenga il degrado del pianeta.

“La lotta contro la disuguaglianza e la lotta per la giustizia climatica sono la stessa lotta”, afferma il rapporto Oxfam. La pandemia ci ha mostrato che un’azione massiccia da parte dei governi è possibile di fronte a una crisi; dobbiamo vedere lo stesso livello di azione per prevenire il crollo del clima. Altrimenti il cambiamento climatico renderà la vita più difficile alle comunità più povere che sono più a rischio e devono affrontare i più alti sfollamenti causati dal clima. A soffrire saranno in particolar modo le donne che vivono in povertà, che in genere sopportano una maggiore responsabilità per i compiti resi più difficili dal cambiamento climatico, compreso l’approvvigionamento di cibo e acqua.

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