Xiaomi sta sviluppando uno smartphone dalla tecnologia modulare, a giudicare dai brevetti emersi. Per ora le informazioni note riguardano la presenza di una fotocamera removibile che può avere i sui vantaggi, ad esempio quello di essere aggiornata di tanto in tanto con moduli e ottiche sempre più efficienti e risolute.

Secondo le indiscrezioni Xiaomi potrebbe effettivamente rispolverare il concetto di smartphone modulare. Ne ha sicuramente la forza e la tenacia per farlo, soprattutto imparando dal fallimento di Project Ara di Google qualche anno fa.

Il progetto modulare della società di Mountain View prevedeva una “scheletro” unico alla quale poter collegare, appunto, i vari moduli: RAM, ROM, fotocamera, batteria, display, etc, tutti moduli sostituibili per cambiare, migliorare ed aggiornare le funzionalità di uno smartphone senza il bisogno di comprarne uno nuovo.

Il progetto non ha mai visto la luce, ma ha dato l’idea a Fairphone di realizzarlo e portarlo avanti negli anni con un approccio sostenibile. Tra l’altro l’azienda è l’unica ad avere a catalogo questi tipi di smartphone. Tornando brevemente al brevetto di Xiaomi, questo dipinge la possibilità di utilizzare altri moduli diversi per caratteristiche ma anche per estetica. Varie sono le forme e sarà possibile sostituire anche la fotocamera frontale in modo tale da provarne sempre di nuove.

Probabilmente passeranno ancora anni prima di poter vedere una tecnologia del genere più capillare sul mercato, soprattutto perché Google ha deciso di interromperla dopo aver capito che non era ancora il momento giusto. Come affermiamo spesso in caso di brevetti, anche questo appena riportato non è sinonimo di smartphone reale ma ci aiuta a conoscere su che cosa l’azienda, in questo caso Xiaomi, sta testando, innovando e sviluppando nel tempo.

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