Montecatini Terme, situata geograficamente nella Toscana settentrionale, è stata ed è tuttora una delle più importanti località termali italiane ed europee. È probabile che le sue sorgenti fossero già conosciute in epoca romana. Il loro uso terapeutico è documentato con certezza in epoca medievale, ma la storia moderna di Montecatini come “città delle acque” ha inizio negli ultimi decenni del ‘700 con il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo, che si fece promotore di importanti opere di bonifica del territorio e della costruzione di nuovi stabilimenti destinati alle cure idropiniche.

Lo sviluppo turistico di Montecatini è poi proseguito senza sosta per tutto l’800 e per buona parte del ‘900 con l’aggiunta di prestigiose strutture di accoglienza e di cura, che ne hanno fatto uno dei più rinomati centri del termalismo, noto in tutto il mondo per la bellezza e l’armonia del suo antico nucleo urbano e delle colline che lo circondano, oltre che per l’eccellente qualità dei servizi offerti.

Purtroppo, per varie e complesse ragioni, da alcuni decenni si è verificata una grave crisi del turismo termale che, per ora, ha visto sostanzialmente fallire tutti i tentativi di rilancio. Nel contempo, si è assistito a un progressivo degrado del tessuto urbano, anche se negli ampi spazi verdi del Parco termale spiccano per la loro sontuosità e bellezza numerosi edifici di grande importanza storico-culturale, sia dal punto di vista architettonico che da quello delle opere artistiche contenute al loro interno. Stabilimenti come il Tettuccio, le Terme Leopoldine, la Torretta, le Terme Tamerici, l’Excelsior, la Salute, alcuni dei quali candidati a essere riconosciuti dall’Unesco patrimonio dell’umanità, costituiscono un unicum affascinante e irripetibile.

Di recente, in questa situazione di incertezza e di perduranti difficoltà da parte degli Enti preposti a definire le linee del possibile futuro sviluppo turistico di Montecatini Terme, si è inserito, con una lunga serie di articoli comparsi sulla stampa locale, il dibattito intorno al progetto della Società anglo-australiana Guild Living, che prevede una serie di interventi su parte delle strutture termali e su alcune aree di elevato valore ambientale a esse adiacenti.

In particolare, nella sua manifestazione di interesse, la società propone 350 mila mq di nuove edificazioni, pari a circa 1600 unità abitative, nella pregiata zona collinare delle Panteraie e del vecchio campo di pratica di golf, oltre a vari ed estesi interventi nelle aree termali vere e proprie. Tale proposta sembra avere suscitato interesse, attenzione e molte aspettative a livello dell’Amministrazione Comunale di Montecatini Terme, della Società Terme di Montecatini Spa e della Regione Toscana.

Italia Nostra Valdinievole, riservandosi di esaminare nel dettaglio il progetto definitivo e le sue implicazioni di impatto ambientale, trae spunto dal dibattito in corso per esprimere la propria preoccupazione riguardo alle scelte che si prospettano e per ricordare che, già nell’incontro del novembre 2019 con il Sindaco Luca Baroncini, affiancato dalla consigliera regionale Luciana Bartolini, la sua delegazione chiedeva che si definissero le traiettorie generali di sviluppo della città, comprensive anche del rafforzamento dei suoi asset strategici, all’interno delle quali elaborare i successivi piani di rilancio e di sviluppo delle attività turistico-termali.

Soltanto con la riaffermazione della salvaguardia della identità storico-culturale della città, della rigorosa limitazione di consumo di suolo e del recupero dei tanti edifici dismessi e spesso fatiscenti di cui è costellato il centro storico, Montecatini Terme può presentarsi come un contesto urbano a misura d’uomo, il luogo del “viver bene”, e, insieme al suo territorio, aspirare a diventare un polo del benessere universalmente riconosciuto.

Confidiamo, a questo proposito, che le vigenti, severe, normative urbanistiche regionali e i vincoli della Sovrintendenza possano rappresentare non un problema, come sembra paventato da qualche parte, ma validi strumenti per preservare e valorizzare al meglio un patrimonio secolare tanto peculiare.

Italia Nostra Valdinievole si fa, intanto, promotrice della richiesta che, al più presto, venga elaborato un Piano Strategico di Sviluppo della città e delle sue Terme, partecipato e condiviso. In esso dovranno, a nostro avviso, essere definiti con chiarezza gli obiettivi da raggiungere e la relativa tempistica di realizzazione, le caratteristiche dei portatori di interesse da coinvolgere, a vario titolo, nei diversi aspetti del progetto, i dati societari e finanziari dei soggetti interessati agli investimenti nelle nuove strutture e nella loro gestione.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Brusco canta contro il riscaldamento globale: l’inedito del “guru” del reggae italiano che chiede di aderire alla campagna “Stop global warming”

next
Articolo Successivo

Terra dei fuochi, il nuovo ruolo del vescovo Antonio Di Donna apre alla speranza

next