Anche il Partito democratico passa al voto online. Il responsabile dell’organizzazione del partito, Stefano Vaccari, ha annunciato che presto sarà disponibile una piattaforma digitale per consentire lo svolgimento delle primarie in vista delle prossime elezioni comunali. A primavera, infatti, si voterà a Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna e molti altri capoluoghi di provincia (sempre che il governo non decida di far slittare tutto a settembre a causa della pandemia). La novità, chiarisce Vaccari, è dovuta al fatto che l’emergenza sanitaria non consentirebbe un regolare svolgimento in presenza della competizione tra i candidati a sindaco.

Lunedì, come ha anticipato l’edizione bolognese del Resto del Carlino, è in programma una riunione con i segretari delle federazioni interessate dal voto amministrativo che servirà anche per raccogliere indicazioni e mettere a punto i dettagli. “Il Pd ha dato incarico a una società esterna di lavorarci, l’obiettivo è quello di essere pronti per fine febbraio, così da poter organizzare le primarie, per chi lo vorrà, nel mese di marzo”, ha chiarito Vaccari, specificando che lo statuto del partito non contiene alcun divieto sul voto digitale.

Resta, però, il nodo del regolamento, che dovrà necessariamente essere rivisto. Secondo la prima idea, che dovrà essere discussa e approvata, per votare alle primarie ci si dovrà registrare in anticipo e si riceveranno le credenziali per esprimere la propria preferenza. “Esistono ormai sistemi di sicurezza – dice Vaccari – che consentono una modalità di voto di questo tipo. Negli ultimi mesi, a causa della pandemia, il Pd ha eletto alcuni segretari territoriali in modalità telematica. Stiamo lavorando per trovare forme che garantiscano anche a chi ha meno dimestichezza con la tecnologia di esercitare il diritto di voto”. Le ipotesi, da questo punto di vista, sono quelle di un’assistenza tecnica per chi ne ha bisogno, ma non si esclude anche l’apertura di un seggio fisico in ogni città che sarebbe però riservato a categorie particolari.

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