Il governo, secondo quanto si apprende, sta valutando l’ipotesi di estendere la Cig Covid garantendo una maggiore copertura, fino a 26 settimane per assegno ordinario e cassa in deroga. L’estensione vale per tutti, anche se verranno tutelati maggiormente i settori più in crisi, a partire dal turismo. La proroga verrà inserita nel dl ristori, a cui lavora il governo in attesa del via libera delle Camere allo scostamento di bilancio. In parallelo si dovrebbe anche confermare l’esonero contributivo alternativo all’utilizzo della cassa Covid, per chi fa rientrare i dipendenti al lavoro. Nei giorni scorsi il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, aveva parlato di una “consistente proroga” della Cig Covid con il prossimo decreto Ristori. Una misura resa necessaria anche da una deadline che preoccupa non poco l’esecutivo per i contraccolpi sociali: la scadenza del blocco dei licenziamenti il prossimo 31 marzo.

Sul tema è intervenuto poco fa a Radio24 il viceministro all’Economia ed esponente del Partito Democratico, Antonio Misiani, ipotizzando una proroga del blocco per alcuni settori. “L’Italia non può permettersi un’ondata di licenziamenti, io credo che però non possiamo nemmeno andare avanti con la logica esclusivamente di emergenza. Credo che il blocco dei licenziamenti debba essere prorogato per i settori maggiormente in crisi mentre, mentre chi ha recuperato i livelli del 2019 credo che debba lavorare ritornando progressivamente alla normalità”, ha detto Misiani. “Noi rifinanzieremo gli ammortizzatori sociali, questo è assolutamente indispensabile per tutta una serie di settori che soffrono pesantemente le conseguenze della crisi” ha spiegato il viceministro che ha concluso “come Partito Democratico siamo convinti che sia poi necessario rafforzare molto le politiche attive del lavoro”.

Per quanto concerne l’erogazione degli aiuti per le attività produttive Misiani ha affermato “Ci stiamo orientando verso un intervento generalizzato che superi la logica dei codice Ateco e dei colori delle Regioni e guardi alla perdita di fatturato e agli aiuti già ricevuti, perché una serie di realtà hanno ricevuto aiuti consistenti, altri in misura minore e purtroppo alcuni non hanno ricevuto alcun aiuto. Noi abbiamo il dovere di dare una mano innanzitutto a chi ha avuto di meno nel corso del 2020″.

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