Mentre la bandiera di Stellantis prende il posto di quella Fca davanti alla palazzina Fiat di Mirafiori, il gruppo nato dall’unione con Psa festeggia con un + 7,5% il suo debutto in Borsa a Milano e Parigi. Il presidente John Elkann e l’amministratore delegato Carlos Tavares hanno suonato la campanella che segna l’avvio delle contrattazioni del titolo sui due listini in un evento virtuale con l’ad di Borsa Italiana, Raffaele Jerusalmi, e quello di Euronext, Stephane Boujnah. In avvio di seduta le azioni Stellantis hanno registrato una pioggia di acquisti. Dopo aver esordito a Piazza Affari a 13,5 euro hanno chiuso a su un listino che ha segnato un più modesto rialzo dello 0,5%. Da martedì le azioni saranno scambiate anche sul New York Stock Exchange (oggi i mercati americani sono chiusi per il Martin Luther King Day).

Exor, la holding finanzaria della famiglia Agnelli, detiene il 14,4% del capitale della nuova società, di cui è primo azionista seguita dalla famiglia Peugeot (7,2%), dallo Stato francese (6,2%) e dai cinesi di Dongfeng con il 5,6%.

“Riguardo Stellantis, trovo le cose assolutamente formidabili”. L’unione tra Psa e Fca è “una chance, un bel successo europeo”, ha detto il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, secondo quanto riferito dal suo ufficio stampa.

“Il focus dal primo giorno sarà la creazione di valore che sarà il risultato dell’implementazione delle sinergie e la realizzazione di quelle sinergie aumenterà sensibilmente la competitività del gruppo nei confronti dei concorrenti”, ha detto Tavares, secondo cui si tratta di una “fusione che crea valore per 25 miliardi”. Il manager, che sta lavorando al piano industriale atteso prima dell’estate, illustrerà martedì in conferenza stampa le strategie e gli obiettivi del nuovo gruppo che punta a diventare leader della mobilità sostenibile e a realizzare 5 miliardi di sinergie l’anno. Secondo Elkann “possediamo le dimensioni, le risorse, la diversità e il know-how necessari per cogliere con successo le opportunità offerte dalla nuova era dei trasporti” e “la nostra aspirazione è quella di costruire qualcosa di unico e di grande offrendo ai nostri clienti veicoli e servizi per la mobilità originali, sicuri, pratici, innovativi e sostenibili”.

Tavares incontrerà mercoledì 20 gennaio in videoconferenza i sindacati, che avevano insistito sulla necessità di un incontro in tempi brevi. Parteciperanno Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione Quadri. “E’ un primo importante segnale di attenzione verso i lavoratori italiani e i loro rappresentanti sindacali, confidiamo che questo possa essere il preludio di future buone relazioni sindacali necessarie per affrontare i profondi cambiamenti del settore automotive e per creare le migliori prospettivi industriali agli stabilimenti italiani a garanzia e sviluppo dell’occupazione”, scrivono il segretario generale della Fim Cisl Roberto Benaglia e il segretario nazionale Ferdinando Uliano. “Presidieremo con determinazione le scelte e i piani industriali futuri di Stellantis per evitare contraccolpi su stabilimenti, ruolo della ricerca, enti centrali e occupazione”. Le numerose sovrapposizioni tra i due gruppi fanno temere per gli impianti e i fornitori italiani.

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