Bene su ristori e vaccini, ma critiche per il divieto di asporto imposto ai bar dalle 18 in poi. Il lavoro “positivo”, come lo definiscono gli stessi presidenti di Regioni, con il governo sulle norme per prevenire la terza ondata di infezioni di Sars-Cov-2, ha un solo punto critico: la stretta “anti-movida” che l’esecutivo vuole inserire nel nuovo Dpcm destinato a entrare in vigore dal 16 gennaio. Era già accaduto nella prima riunione di due giorni fa, è successo di nuovo oggi. Uno scoglio, quello della nuova limitazione per i locali, che potrebbe essere aggirato limitandolo solo alle bevande e agli alcolici. È questa l’ipotesi, secondo quanto si apprende, emersa nel corso della riunione dopo che diversi governatori hanno sollevato perplessità sulla misura. Il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia, sempre secondo quanto si apprende, avrebbe ribadito la volontà di mantenere la norma per evitare casi di movida, ma avrebbe garantito che il governo recepirà le indicazioni delle Regioni e che Palazzo Chigi e il Mise stanno valutando come limitare al massimo i divieti.

Il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, aveva sintetizzato come “positivo” il lavoro che il governo “ha avviato allo scopo di garantire in modo tempestivo i necessari ristori alle categorie economiche colpite dalle restrizioni, come avevamo chiesto in questi giorni, e condividiamo i principi della nuova fase di campagna vaccinale” che nelle prossime settimane riguarderà gli over 80. “Resta però molto forte la preoccupazione da parte delle Regioni per il provvedimento di divieto di asporto per i bar dopo le 18″, ha avvisato. La stretta – è l’idea del governo – dovrebbe portare ad evitare capannelli nei paraggi di quei locali che, potendo praticare l’asporto dopo le 18, diventano luogo di ritrovo per gruppi di amici nel tardo pomeriggio e comunque fino alle 22. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha ricordato come “i dati europei siano in significativo peggioramento” e quindi la situazione “non può essere sottovalutata”. “Lavoriamo insieme tempestivamente – ha rimarcato – ad anticipare le restrizioni per evitare una nuova forte ondata”.

“Non appena riceveremo l’ultimo testo del decreto invieremo poi puntuali osservazioni tecniche”, ha aggiunto Bonaccini. La norma, infatti, secondo i presidenti delle Regioni, “non porterebbe vantaggi significativi sul piano della prevenzione sanitaria” e “al contrario rischia di rappresentare un ulteriore fattore negativo di tensione sociale ed economica sui territori, in particolare ai danni di categorie già fortemente colpite dalle restrizioni in queste settimane”. Positivo, ha invece sottolineato Bonaccini, “l’impegno del ministro dell’Economia per uno scostamento di bilancio che consentirebbe ristori alle categorie economiche che saranno colpite” dalle necessarie misure restrittive. “Lo consideriamo necessario – ha commentato – e ci aspettiamo un’applicazione certa e rapida”. Boccia ha garantito “massima priorità” al decreto Ristori, assicurando che la crisi di governo “non ci impedirà di correre per garantire tempi rapidi”.

Il Dpcm verrà chiuso in giornata e, tra le altre cose che andranno a inserirsi nella ‘cornice’ disegnata dal decreto legge approvato mercoledì sera, il governo sta valutando la possibilità di riaprire i musei e le mostre dal 18 gennaio nelle regioni ‘gialle’ e durante i giorni feriali, come confermato dal ministro per la Cultura Dario Franceschini. “Naturalmente – ha proseguito il capodelegazione dem – tutto dovrà avvenire in modalità di sicurezza, come quest’estate, con gli obblighi di indossare le mascherine, mantenere il distanziamento, il contingentamento e con prenotazioni e bigliettazione elettronica per evitare le file. È un primo passo, un piccolo passo verso la ripartenza”.

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