Insinua che Giuseppe Conte abbia un accordo con Silvio Berlusconi per avere i voti garantiti in Parlamento, perché è “troppo sereno”. Ribadisce l’attacco all’immobilismo del governo – “Conte si sbrighi, non intendiamo consegnare il governo alle destre” – e le critiche sulla lentezza del Recovery Plan, sempre ricordando che le due ministre di Italia Viva – che da settimane tiene sotto scacco l’esecutivo – sono pronte a lasciare. Parla ancora della crisi di governo Matteo Renzi, che su La Repubblica, Corriere della Sera e La Stampa ribadisce toni durissimi nei confronti dell’esecutivo. “Più che farlo cadere, vorrei vederlo muovere – dice intervistato da La Repubblica -. Il governo è immobile: si vive di rinvio in rinvio. Vogliamo sciogliere i tanti nodi aperti. La risposta è stata sprezzante e sorprendente: ci vedremo in Parlamento, ha detto Conte. Evidentemente è già convinto di avere i voti in Aula, forse di Forza Italia: mi sembra un errore politico e un azzardo numerico. Ma auguri a lui e all’Italia”.

L'”azzardo numerico” a cui fa riferimento Renzi – è legato alla possibilità della conta in Aula qualora Italia Viva dovesse respingere l’offerta finale messa sul tavolo da Conte in asse con il Pd, che è composta da Recovery plan, tavolo per il patto di legislatura e un corposo rimpasto. Ma se il messaggio, assicurano dal governo, è “di apertura”, per i renziani si tratta di una chiamata ai “responsabili”, più che a Italia Viva. E a sera quando Renzi riunisce i suoi parlamentari per compattarli nelle ore decisive, le parole restano dure, lo scenario della crisi aperto. All’incontro su Zoom erano presenti quasi tutti i parlamentari Iv, a cui Renzi ha ribadito che la minaccia di voto anticipato è solo “un bluff”, perché “Italia Viva non vuole portare il Paese al voto o dare il governo alla destra”.

Questa è un’ipotesi che “non esiste”, ribadisce anche a La Repubblica, dove Renzi continua ad attaccare il premier: quando “la smetterà di scrivere post retorici e inizierà a confrontarsi sui temi di merito facendo davvero politica – dice riferendosi al ‘ramoscello d’ulivo’ contenuto nel post su Facebook di sabato sera di Conte – ci troverà a fare l’interesse dell’Italia. Basta che faccia presto, perché non c’è più tempo”. E aggiunge che “Italia Viva non vuole portare il Paese al voto o dare il governo alla destra“: un’ipotesi che “non esiste”. Allo stesso tempo, però sottolinea che “non esiste nemmeno che il Pd si suicidi in nome della difesa del premier che ha firmato con Salvini i decreti sicurezza e che si è proclamato populista e sovranista al fianco di Trump“.

Nell’intervista parla della crisi, e poi definisce la questione del Ponte sullo Stretto al Recovery “un diversivo” di Palazzo Chigi.

Renzi ribadisce l’attacco all’immobilismo del governo anche dalle colonne de La Stampa: “Ora basta con questa telenovela – ha detto al quotidiano torinese -, ci porti subito questo benedetto piano, se ci piace lo votiamo, se no le ministre si dimetteranno, ma non saremo certo noi a bloccarlo. Basta ritardi. Noi vogliamo la stabilità, ma non vogliamo l’immobilismo. Ma se Conte preferisce la sfida in Aula per noi non ci sono problemi. Le nostre ministre sono pronte a lasciare”. Parole riportate anche dal Corriere della sera: “Conte mi sembra troppo sereno. Dovrebbe essere preoccupato, invece mi pare che non lo sia affatto. Magari ha già un accordo con Berlusconi, magari c’è un pezzo di Forza Italia che gli ha già garantito i voti in Parlamento“. Per Renzi di sicuro “così, avanti, non andiamo. Se Conte ha un accordo con Berlusconi possiamo passare ai banchi dell’opposizione”.

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