Un nuovo aumento di dosi per l’Unione europea. La notizia arriva direttamente dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel corso di un punto stampa a Bruxelles. “Al momento abbiamo accesso a 300 milioni di dosi del vaccino Pfizer. La buona notizia è che ora abbiamo concordato di estendere il contratto con Pfizer e ora potremmo acquistare fino a 300 milioni di dosi aggiuntive di questo vaccino, così raddoppieremo le dosi del vaccino Pfizer”. Nel mondo attualmente sono 59 le sperimentazioni attivate, ma solo poche sono già in fase 3.

Una notizia che arriva a due giorni dall’approvazione dell’altro composto, sviluppato con la tecnica dell’Rna messaggero, quello di Moderna da parte dell’Agenzia europea del farmaco (Ema). Con l’autorizzazione condizionata all’immissione in commercio per Moderna da parte della Commissione europea sono diventati dunque due i vaccini utilizzabili in Europa, in attesa di altre autorizzazioni. Prossima potrebbe essere quella per il candidato vaccino di Oxford/AstraZeneca/Irbm, già in uso in Gran Bretagna e altri paesi.

Sul vaccino Oxford/Astrazeneca, che all’inizio sembrava il più promettente di tutti ma oggi la sua eccessiva variabilità di efficacia (del 62 per cento nel campione che ha ricevuto due dosi piene e del 90 per cento nel campione che ha ricevuto prima mezza dose e poi una dose piena) ne sta tardando l’approvazione da parte della Fda, l’agenzia regolatoria americana dei farmaci, e dell’Ema, l’agenzia europea, che hanno richiesto ulteriori informazioni scientifiche su qualità, sicurezza ed efficacia. Il composto dovrebbe essere valutato dall’Ema a fine mese. In ritardo anche il vaccino Sanofi Gsk. L’utilizzo slitta a fine 2021 perché il vaccino va ricalibrato a causa di una “bassa risposta immunitaria negli anziani” e quindi bisogna ripetere gli studi di fase 2.

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