di Nicola

Ho visto di recente alcune foto di Matteo Salvini alle prese con la consegna di doni a persone bisognose. Senza pensarci, d’istinto con indignazione, ho pubblicato l’articolo su Facebook ricevendo alcune considerazioni. Quella più ricorrente era: ‘Almeno lui sta donando qualcosa, pensa chi non fa nulla…’.

Mi sono allora fatto una autocritica e posto una domanda. Ma è davvero indispensabile certificare l’aver donato qualcosa per garantirsi d’essere meglio di quelli che non lo fanno? Una domanda impegnativa per una persona come me che, come tantissimi altri (più di quelli che si possa pensare…) e da sempre, considera la cultura, la sensibilità e i valori pilastri imprescindibili della dignità di un essere pensante. Eppure questa domanda mi ha messo in crisi. Perché? E di nuovo… Strumentalizzare un’azione, per il solo fatto che stai facendo qualcosa che altri non fanno, ti porta ad essere migliore?

Ci ho pensato parecchio. La risposta che mi sono dato è: no, non sei migliore Salvini! Ne sono sicuro ora! Sembrerà banale la mia tesi, ma per come la vedo, donare dovrebbe essere un gesto spontaneo, vero. Deve generare valore, riverberare energia… deve essere magico, dice il bambino che è dentro di me. Donare è spontaneità pura, di cuore, non ti devi attendere nulla indietro. Lo fai perché devi far del bene ad altri, è un atto monodirezionale; non è una strategia win-win, come va tanto di moda oggi. È impulso irrazionale, potenza d’amore. Abbraccia il concetto di speranza svincolato da ogni altra esigenza trasversale e promozionale.

Se non vuoi farlo, non farlo. Se vuoi farlo, fallo. In entrambi i casi è un gesto personale, intimo. Se vuoi farlo per scopi secondari, ok, ma questo non ti rende migliore di nessun altro. Ah, scusate, c’è una cosa che mi sono scordato di dire… Quei gesti plateali (e volgari) cambiano il mondo in meglio? Ho i miei dubbi, fortissimi dubbi. Più che il gesto è lo sguardo a dar speranza. È negli occhi che vediamo la voglia di cambiare, di lottare e la determinazione e la sincerità di chi lo fa…

Questo è quello che mi aspetto dalla classe politica italiana. Quanto mi sarebbe piaciuto puntare dritto negli occhi di Salvini in quei momenti di generosità ed etica sociale. Probabilmente tutto, meno che il sogno di un mondo migliore.

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