Il mondo FQ

Vivendi-Mediaset, chiusa l’inchiesta: Bolloré e de Puyfontaine indagati per manipolazione del mercato e ostacolo alla vigilanza

Avviso di conclusione indagini notificato dalla procura al finanziere francese e all'ad della società: per la pm Bonardi intavolarono la trattativa per l'acquisizione di Premium, ma il "reale intendimento" era raggiungere "una significativa partecipazione azionaria" di Mediaset, poi operarono una "sistematica attività" di "pretestuosa contestazione" degli accordi e non comunicarono alla Consob un "rilevante acquisto" delle azioni. Vivendi: "Nostre azioni corrette"
Vivendi-Mediaset, chiusa l’inchiesta: Bolloré e de Puyfontaine indagati per manipolazione del mercato e ostacolo alla vigilanza
Icona dei commenti Commenti

Intavolarono la trattativa per l’acquisizione di Mediaset Premium, ma il “reale intendimento” era il “raggiungimento di una significativa partecipazione azionaria”, almeno il 24,99%, di Mediaset. E poi operarono una “sistematica attività” di “pretestuosa contestazione” degli accordi raggiunti. In sostanza, secondo la procura, crearono “in modo del tutto artificioso” le condizioni per portare Mediaset ad una “nuova negoziazione dell’accordo”. Non solo: non comunicarono alla Consob un “rilevante acquisto” delle azioni di Mediaset, di essere assistiti da Mediobanca e nell’aver promosso un coinvolgimento di Telecom Italia per la costituzione di una newco.

Con queste accuse il finanziere Vincent Bolloré, patron di Vivendi, e l’ad della stessa società Arnaud de Puyfontaine sono sotto inchiesta a Milano, come si evince dall’avviso di conclusione indagini, che solitamente precede una richiesta di rinvio a giudizio, notificato dalla procura. Le ipotesi di reato formulate dal pubblico ministero Silvia Bonardi, al termine degli accertamenti del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, sono “manipolazione del mercato” e di “ostacolo all’esercizio delle funzioni di autorità pubblica di vigilanza”.

Bolloré, in particolare, viene accusato dalla pm di aver ingannato il mercato “contestando pretestuosamente la veridicità dei dati dell’accordo dell’8 aprile 2016 tra Vivendi e Mediaset per l’acquisto di Mediaset Premium”, e poi di aver inviato in tre occasioni comunicazioni in cui ha “fatto credere che l’inadempimento contrattuale di Vivendi dipendesse da sottaciute mine finanziarie dentro Mediaset Premium”.

L’altra accusa a Bolloré poggia “su tre informazioni celate all’autorità di vigilanza sulla Borsa” su “ingenti acquisti di azioni Mediaset” e su “abboccamenti” con Telecom Italia e Mediobanca, sempre finalizzati a quella che i magistrati ritengono essere l’intenzione di fondo dell’operazione imperniata attorno all’acquisto della pay-per-view del gruppo di Cologno Monzese. L’imprenditore francese avrebbe anche posto in essere una condotta manipolativa anche sul titolo Premafin, propedeutica al buon esito dell’acquisizione da parte di Groupama di una partecipazione rilevante nella finanziaria: si tratta di un filone d’indagine mai emerso finora, avviato nel 2017 e poi riunito con quello principale sulla vicenda Mediaset.

In una nota Vivendi ribadisce di aver acquisito la propria partecipazione in Mediaset nel “rispetto di tutte le leggi applicabili, di aver sempre comunicato in modo trasparente al mercato e alle autorità di regolamentazione e che i suoi attuali ed ex dirigenti sono estranei a tali circostanze o hanno agito nel pieno rispetto della legge”. I legali, si legge ancora, “hanno già espresso la piena disponibilità a fornire i necessari chiarimenti prima che la Procura assuma le proprie determinazioni, confidando che la decisione sarà la richiesta di archiviazione del procedimento”. Dal 2016, Vivendi sostiene di aver “costantemente difeso i propri interessi, supportata da numerose decisioni giudiziarie favorevoli in diverse giurisdizioni” e “ha cercato di trovare una composizione accettabile nella sua controversia commerciale con Mediaset”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione