Rivoluzione ad Hollywood. Wonder Woman 1984, Matrix 4, il remake di Dune, e altri 14 titoli distribuiti da Warner Bros., si vedranno contemporaneamente nei (pochissimi) cinema aperti e in streaming. Questo almeno per l’intero anno 2021. La scelta era nell’aria da tempo e sembra presagire un cambiamento futuro nel paradigma di fruizione del prodotto cinematografico mica da ridere. Una delle grandi major hollywoodiane ha quindi tagliato il nodo gordiano. Warner ha annunciato che i 17 titoli del listino 2021 – tra questi, anche In the heights di Lin-Manuel Miranda; il prequel de I soprano – The many saints in Newark; l’Elvis di Baz Luhrmann; il cinecomic The Suicide Squad – potranno essere visti sulla piattaforma HBO Max per 31 giorni a partire dal giorno stesso dell’uscita in sala.

L’operazione industriale di Warner va come a creare un tentativo di concorrenza con il player streaming più in voga, Netflix, e l’altro grande soggetto in causa, DisneyPlus. Il rilancio di una sorta di terzo polo, insomma, dopo che HBO Max era stato battezzato la scorsa primavera con una certa freddezza tra gli addetti ai lavori. Anche se nell’ottobre 2020 gli analisti di HBO Max hanno mostrato il rapido raddoppio dei propri abbonati nel giro di due trimestri, ovvero 38 milioni di fedelissimi che ad oggi con l’operazione “17 titoli sia in sala che su pc” confermeranno il loro abbonamento con largo anticipo per almeno un anno. Insomma, un navigare a vista di dodici mesi che in tempi di pandemia Covid-19 sembra quasi un secolo. I dirigenti Warner, e della casa madre AT&T, hanno comunque preannunciato che la scelta sarà temporanea e non si dovrebbe ripetere nel 2022 quando, almeno gli Stati Uniti, si presume avranno una larga fetta di popolazione coperta dal vaccino contro il Covid e quindi un ritorno alla normalità anche nell’uso delle sale cinematografiche.

Stiamo vivendo tempi senza precedenti che richiedono soluzioni creative”, ha spiegato Ann Sarnoff, presidente e CEO di Warner Media. “Nessuno più di noi vuole che i film tornino ad essere visti su grande schermo, ma dobbiamo fare i conti con la realtà: negli Stati Uniti per il 2021 le sale cinematografiche opereranno molto probabilmente a capacità ridotta”. La Warner inizierà l’esperimento annuale a partire dal prossimo Natale con la distribuzione in contemporanea tra sale e web di Wonder Woman 1984. Solo un mese fa sembrava già fantascienza l’accordo preso da un’altra major, Universal, con la più grande catena al mondo di sale cinematografiche, AMC Theatre. L’accordo già in atto dal prossimo periodo natalizio vuole che i film Universal finiscano sulle piattaforme online appena dopo 21 giorni dalla distribuzione in sala. Ulteriore clausola prevista sarebbe quella che solo i film che otterrebbero oltre 50 milioni di dollari d’incasso nel fine settimana di apertura rimarrebbero in sala fino a 31 giorni (ricordiamo che normalmente, nel pre Covid un titolo rimaneva in sala almeno 90 giorni prima di finire sulle piattaforme digitali ndr). Praticamente, come lo definisce Variety, “un vero e proprio martirio”. Ricordiamo infine che HBO Max non è un servizio usufruibile oltre gli Stati Uniti e che l’uscita di Tenet l’estate scorsa, sempre Warner, non aveva generato profitti entusiasmanti negli Usa ma aveva fatto ottimi incassi all’estero. Insomma, una strategia di contenimento delle perdite e di consolidamento del fatturato acquisito, soprattutto nel mercato casalingo, ma anche il primo passo per una deregulation su un mercato che improvvisamente non sembra avere molta forza per reagire agli effetti del Covid-19.

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