Tutti in classe. No, tutti a casa. Regione che vai ordinanza che trovi. Da oggi l’Italia divisa per colori cambia di nuovo ma per il pianeta istruzione è tutto più complicato perché i governatori con le loro ordinanze hanno deciso ancora una volta di andare in ordine sparso rispetto alle regole stabilite dal Dpcm del 3 dicembre scorso.

Le indicazioni del governo sono le seguenti. Chi si trova in zona rossa (Provincia autonoma di Bolzano, Toscana, Abruzzo, Campania, Valle d’Aosta) può fare didattica in presenza solo fino alla prima media. Per seconde e terze medie e superiori le lezioni si fanno da casa.

Chi ha conquistato la fascia arancione (Calabria, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Basilicata, Puglia, Friuli Venezia Giulia) e gialla (Liguria, Sicilia, Sardegna, Lazio, Molise, Veneto, Provincia autonoma di Trento) può fare scuola in presenza solo per il primo ciclo dell’istruzione.

Intanto continua la battaglia sul rientro in presenza per tutti: la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina continua a premere per un ritorno in classe a dicembre (il 9 o il 14) ma le Regioni chiedono di pensare ad una ripartenza dopo le vacanze di Natale.

A schierarsi con loro anche la ministra dei Trasporti Paola De Micheli che sembra aver persuaso anche molti colleghi di governo ad andare in questa direzione nella speranza di risolvere i problemi ancora sul tavolo: sovraffollamento dei bus; tamponi rapidi e protocolli delle Asl uguali per tutti.

Ma vediamo punto per punto le eccezioni messe in campo dalle Regioni rispetto al Dpcm.

In Piemonte, il presidente Alberto Cirio, ha annunciato con l’ordinanza 132 del 28 novembre che le scuole medie, nonostante il passaggio in zona arancione, resteranno ancora chiuse fino al 23 dicembre. Una decisione che Cirio aveva preso da giorni informando anche il dirigente dell’ufficio scolastico regionale Fabrizio Manca.

Le ragioni sono illustrate nel provvedimento firmato dal presidente: “Una scelta prudenziale, secondo un principio di precauzione, in considerazione di un possibile maggiore rischio epidemiologico relativo alle prossime festività natalizie, considerato anche il contributo significativo che tale misura ha dato nell’inversione di tendenza del trend epidemico”.

Il numero uno della Regione ha convocato il 27 novembre scorso il gruppo di lavoro epidemiologi (composto da Giuseppe Costa, Paolo Vineis, Lorenzo Richiardi, Carlo Di Pietrantonj e Chiara Pasqualini) e sulla base delle loro osservazioni ha preso questa scelta. Una decisione che ha mandato su tutte le furie studenti e professori, in primis Anita, la studentessa “nodad” che su La Stampa ha pubblicato una lettera indirizzata a Cirio avvisandolo che i ragazzi son pronti a piazzarsi davanti alla Regione per protestare. Contro Cirio anche la sociologa Chiara Saraceno e l’ex ministra Elsa Fornero.

In Campania fino al 7 dicembre restano sospese le attività didattiche in presenza delle classi della scuola primaria diverse dalla prima, quelle della prima classe della scuola secondaria di primo grado nonché quelle concernenti i laboratori. Sono consentite le attività in presenza dei servizi educativi e della scuola dell’infanzia ma anche delle pluriclassi della scuola primaria che comprendano la prima.

In Umbria (arancione) le prime classi delle scuole medie tornano in presenza ma distanza obbligatoria dal secondo anno delle scuole secondarie di primo grado e per le superiori, statali e paritarie fino al 6 dicembre.

In Basilicata (arancione) dov’erano chiuse anche le scuole primarie oltre che tutte le medie a causa dell’ordinanza 44 del 15 novembre scorso alla quale avevano fatto ricorso al Tar un gruppo di genitori (la decisione del tribunale è prevista per il 2 dicembre) si torna in aula fino alla terza media come previsto dal Dpcm del 3 dicembre scorso.

In Puglia si conferma la didattica in presenza fino alla terza media, ma le famiglie sono libere di scegliere la dad. Il Tar ha deciso che resta valida l’ordinanza numero 413 del governatore Michele Emiliano e pertanto lascia ai genitori la scelta.

Ci sono poi alcune altre ordinanze regionali che riguardano alcune discipline.

In Emilia Romagna sì alle lezioni di educazione fisica a scuola, ma solo all’aperto, come scritto sull’ordinanza in vigore dal 28 novembre al 3 dicembre. Restano sospese le lezioni di canto e quelle di strumenti a fiato. Via libera anche in Veneto alle lezioni di educazione fisica, di canto e strumento a fiato.

Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

“Una scuola a misura dei sogni”. Dai rifiuti come strumenti musicali al feliciometro: 43 buone pratiche per innovare le lezioni

next
Articolo Successivo

Cari ragazzi, invece di fare lezione al freddo perché non fate altro?

next