Il 54enne che alla guida della sua auto si è schiantato contro il cancello dell’ufficio della cancelliera Angela Merkel a Berlino aveva già commesso un gesto simile nel 2014. Nel febbraio di quell’anno con la stessa auto aveva colpito il cancello della Cancelleria. L’auto allora recava un messaggio sui rischi dei cambiamenti climatici e le parole “Nicole ti amo“. Questa volta invece sulle fiancate della sua Volkswagen station wagon comparivano da un lato la scritta “Maledetti assassini di bambini e anziani”, dall’altro “Stop alla politica di globalizzazione“. Il portavoce della polizia, Thilo Cablitz, ha riferito che le ragioni del gesto di oggi non sono ancora chiare e che si sta indagando sullo stato di salute mentale dell’uomo, oltre che su eventuali motivazioni politiche.

Al momento dell’incidente Angela Merkel stava tenendo una riunione di governo in videoconferenza per valutare le restrizioni da mettere in atto per contenere la diffusione del coronavirus. Proprio oggi Angela Merkel discuterà con i leader dei Länder la risposta del paese alla pandemia: la Germania si avvia quasi certamente ad una proroga se non addirittura ad un rafforzamento del semi-lockdown in vigore, adottato all’inizio del mese in corso, quando sono stati chiusi bar, ristoranti e strutture per attività ricreative di fronte all’avanzata della seconda ondata pandemica. I leader regionali sono a favore di un’estensione fino al 20 dicembre delle misure e Merkel ha più volte sottolineato come il numero delle infezioni sia ancora troppo alto per consentire un allentamento delle misure. In Germania però ci sono state forti polemiche e manifestazioni di piazza contro le restrizioni. Il quartiere di Berlino dove ha sede il governo è stato di recente preso di mira da proteste di massa di attivisti di estrema destra e di manifestanti che negano l’esistenza del Covid e quindi contestano le restrizioni.

Quanto al periodo delle feste natalizie, i leader regionali e federali dovranno riaggiornarsi perché la legislazione consente solo di assumere decisioni con effetto su un periodo di quattro settimane. Però hanno già trovato un accordo: dal 23 dicembre al primo gennaio sarà possibile ritrovarsi con altri nuclei familiari o altri singoli per un massimo di 10 persone. E ci sarà divieto di botti e feste nelle piazze per evitare assembramenti.

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