Pandemia, vaccini e debiti. E’ il trinomio che tiene banco al G20 (virtuale) in Arabia Saudita. Secondo quanto si legge nella bozza del comunicato finale il G20, ossia il gruppo delle 20 più grandi economie del mondo, si impegna a finanziare un’equa distribuzione dei vaccini, delle cure e dei test per il Covid-19 in modo che i paesi più poveri non siano tagliati fuori. “Riconosciamo il ruolo di una immunizzazione ampia come un bene pubblico globale”, si legge nel documento. L’Unione Europea ha chiesto al G20 4,5 miliardi di dollari entro la fine dell’anno per fornire ai paesi più poveri medicinali e attrezzature utili a fronteggiare il Covid-19. Al termine dei lavori, Angela Merkel si è però detta “preoccupata” per la lentezza delle discussioni sull’accesso dei Paesi poveri al vaccino. La cancelliera tedesca ha detto: “Adesso vedremo con la Gavi Alliance quando inizieranno questi negoziati, perché temo che non sia stato ancora fatto nulla”. La Gavi Alliance riunisce paesi in via di sviluppo, paesi donatori, organismi internazionali come Oms e Banca Mondiale e soggetti privati, per garantire l’accesso ai vaccini ai paesi poveri.

Prima e durante il vertici si sono susseguiti gli appelli per un sostegno sanitarie alle economie meno avanzate. Ieri il presidente cinese Xi Jinping aveva invitato i membri del G20 a sostenere l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel coordinare l’allocazione delle risorse per assicurare una distribuzione equa ed efficiente dei vaccini in tutto il mondo. “Ci impegneremo ad affrontare le principali sfide legate all’emergenza sanitaria, con particolare riferimento all’accesso universale ed equo ai vaccini e al rafforzamento dei sistemi sanitari”, ha affermato oggi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “La Russia è pronta a fornire il suo vaccino sperimentale Sputnik V contro il Covid-19 ai Paesi che ne hanno bisogno”, è invece la rassicurazione giunta dal presidente russo Vladimir Putin durante il vertice.

Per non annegare nei debiti – I leader del G20 hanno anche rimarcato come l’economia fosse in una fase di ripresa che però rimasta “irregolare, altamente incerta e soggetta a elevati rischi di ribasso” a causa della pandemia. Si sono quindi impegnati a continuare a utilizzare tutti gli strumenti politici disponibili per il tempo necessario a salvaguardare vite, posti di lavoro e redditi e hanno incoraggiato le banche i di sviluppo a rafforzare i loro sforzi per aiutare i paesi ad affrontare la crisi. Come ricorda oggi Il Sole 24 Ore citando dati dell’Institute of international finance, il debito pubblico e privato a livello globale ha ormai toccato la cifra record di 272mila miliardi di dollari ossia quasi quattro volte il valore del Pil mondiale. Solo negli ultimi 9 mesi i debiti sono cresciuti di 15mila miliardi di dollari concentrandosi, in proporzione, nelle economie meno avanzate. Nel corso del vertice G20 si è quindi molto discusso anche di come reimpostare il rapporto tra debitori e creditori. I creditori privati sono stati invitati ad aderire alla moratoria sul servizio del debito, che il G20 vuole estendere fino alla metà del 2021 e possibilmente più a lungo. I leader hanno anche riconosciuto le sfide particolari affrontate dai paesi in Africa e dai piccoli stati insulari in via di sviluppo, aprendo la strada all’ipotesi di una cancellazione dei debiti contratti da questi paesi per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Il G20 ha anche affermato che perseguirà un modo per tassare giganti tecnologici internazionali come Google, Amazon, Facebook, Apple o Microsoft in modo che paghino la loro giusta quota di tasse. Dal primo dicembre, per effetto della programmata turnazione, toccherà all’Italia coordinare i lavori del gruppo delle 20 principali economie.

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