Il secondo piatto, quello più sostanzioso, arriverà settimana prossima. Ed è una piccola corsa il tempo per approvare il nuovo decreto, il “ristori quater” che consentirà di rimandare e, in alcuni casi sopprimere, alcune scadenze e adempimenti fiscali. In tutto con una “perdita” per l’erario fino a 5 miliardi di euro. Per compensare l’ammanco si farà conto sui proventi della “mini ripresa” estiva, risultata superiore alle attese e, soprattutto, su nuovo deficit.

Il tempo è poco perché il primo effetto del ristori quater sarà quello di spostare il termine del 30 novembre per la presentazione delle dichiarazioni fiscali al 10 dicembre. Previsti rinvii per acconti Irap, Ires, Irpef ed Iva oltre che per le ritenute e contributi di dicembre a carico di aziende con fatturato fino a 50 milioni di euro e perdite di almeno il 33%. Inoltre dovrebbero essere prorogati anche i pagamenti per la rottamazione delle cartelle. Sul tavolo anche la possibilità di proroga della sospensione di aste e pignoramenti immobiliari.

Il nuovo decreto dovrebbe essere al centro del Consiglio dei ministri di venerdì prossimo dopo che, il giorno prima, il Parlamento avrà dato via libera (a maggioranza assoluta) al nuovo scostamento di bilancio. A completare il ristori quater ci saranno anche nuove misure di aiuto, per un valore complessivo di circa un miliardo di euro. I soldi serviranno per un rinnovo del bonus baby sitter, per una nuova erogazione del reddito di emergenza e, soprattutto, per rinnovo in dicembre dell’indennità per i lavoratori stagionali e dello sport.

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