La presa di posizione è tanto clamorosa quanto insolita e riconosce al presidente uscente, fortemente criticato per la gestione della pandemia di coronavirus, il merito di avere a lungo insistito in questi mesi di tenere aperte le scuole. Il plauso arriva dal New York Times, il quotidiano americano liberal per eccellenza, da sempre durissimo nei confronti del tycoon e che ha intensificato gli attacchi dopo le presidenziali del 3 novembre. Nel giorno in cui New York, fortemente colpita nella prima ondata, decide di chiudere le scuole pubbliche, un editoriale a firma del premio Pulitzer Nicholas Kristof riconosce che il tycoon “aveva ragione, e molti Democratici torto” nel voler tenere le scuole aperte durante la pandemia, concedendo che “alcune cose sono vere anche se le ha dette il presidente Trump“.

Ma se l’istruzione pubblica ferma le lezioni in presenza, non funziona così nelle scuole private, molte delle quali restano aperte: un elemento che conferma le disparità della città con i ricchi newyorkesi meno afflitti dalla pandemia rispetto al resto della popolazione. Le scuole private dell’elite della Grande Mela hanno una retta annuale di 55.000 dollari o più e quindi hanno maggiori disponibilità economiche per attuare misure di contenimento del Covid-19, fra le quali l’affitto di locali per le classi e sistemi di controllo più stringenti. Un destino diverso quindi da quello del distretto scolastico pubblico della città, che è il più grande degli Stati Uniti con circa un milione di bambini.

L’editoriale sul New York Times – Il presidente uscente, aggiunge il giornalista, “ha chiesto per mesi che le scuole riaprissero e su questo sembra avere avuto ampiamente ragione. Le scuole, specialmente quelle elementari, non sembrano essere state una fonte significativa di trasmissione del coronavirus e l’insegnamento a distanza si sta dimostrando una catastrofe per molti ragazzi provenienti da famiglie a basso reddito”, ha scritto Kristof, riproponendo esattamente gli argomenti usati dal presidente negli ultimi mesi. “Eppure – prosegue l’editorialista del New York Times – l’America sta chiudendo le scuole. La città di New York ha annunciato mercoledì la chiusura delle scuole, in quello che è il più grande distretto scolastico della nazione, anche se consente ad esercizi commerciali come bar e ristoranti di continuare ad operare. Quali sono le nostre priorità?”, chiede Kristof, sottolineando che la chiusura delle scuole dovrebbe essere “l’ultima spiaggia”.

Kristof lamenta ed ammette che il dibattito sul mantenere aperte le scuole durante la pandemia è stato “politicizzato”, dopo che Trump a luglio aveva chiesto che gli istituti rimanessero aperti, mentre tentava di proiettare un’immagine di “normalità” nel mezzo dell’emergenza. “Troppi democratici istintivamente si sono schierati dall’altra parte”, scrive Kristof, ricordando che l’allora candidato Joe Biden, così come sindaci e governatori democratici avevano espresso “estrema cautela”.

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