“Non è obbligatorio per gli studenti indossare la mascherina al banco e i docenti non devono imporne l’uso”. È quanto prevedeva la circolare scritta dal dirigente dell’istituto “Perlasca” di Ferrara, Stefano Gargioni, e rivolta a docenti e genitori. Dopo la denuncia de Ilfattoquotidiano.it, però, gli uffici scolastici provinciali e quello regionale sono intervenuti sul caso e hanno chiesto al preside di fare un passo indietro. A fare chiarezza è Stefano Versari, direttore dell’Usr Emilia Romagna: “Dai chiarimenti forniti dal dirigente del “Perlasca” risulta che non è stata acquisita la nota del capo dipartimento del Miur, L’interpretazione sul Dpcm è unica, non c’è ragione di dubbio nella formulazione del testo. Gargioni ci ha assicurato che revocherà la nota e fornirà istruzioni rispettose delle indicazioni del governo ai genitori”. Nessun commento invece da viale Trastevere, dove sono venuti a conoscenza della circolare ma non hanno preso posizione. Gargioni, già candidato presidente della Provincia per “La Destra”, ha dovuto ingoiare il boccone amaro. Ad andare contro le disposizioni del governo, in particolare del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, è Stefano Gargioni, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo “Perlasca” di Ferrara, già candidato presidente della Provincia per “La Destra”.

L’obbligo di mascherina a scuola, infatti, è previsto al punto S dell’articolo 1 del nuovo Dpcm. Si legge: “L’attività didattica ed educativa per la scuola dell’infanzia, il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, con uso obbligatorio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina”. Una disposizione che è entrata in vigore dalla mezzanotte di oggi e che le varie scuole hanno applicato. Ma non nell’istituto di Ferrara.

Il preside, letto il provvedimento firmato dal premier, ieri ha preso carta e penna e inviato ai docenti della sua scuola e alle famiglie una circolare dal titolo “Uso delle mascherine al banco – chiarimenti”. Nelle due pagine scritte dal capo dell’istituto emerge una posizione in netta contrapposizione con quanto previsto dal nuovo decreto del presidente del Consiglio: “Il testo del nuovo Dpcm 3 novembre 2020 non comporta affatto l’obbligo per gli studenti del Primo Ciclo di istruzione di tenere la mascherina al banco: questo perché, come negli analoghi decreti che lo hanno preceduto, all’articolo 1 comma 1 si precisa che vi è l’obbligo in generale di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie in tutti i luoghi al chiuso, ma “con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande”.

Gargioni ha preso però solo una parte del decreto e omesso il punto S dell’articolo 1 dove invece si prevede l’obbligo. Anzi il preside se la prende con i media che avrebbero mal interpretato il Dpcm: “Vista – cita nella circolare – la confusione creata sul punto da gran parte della stampa, che fin dai giorni precedenti la pubblicazione del Dpcm 3 novembre 2020, in vigore da domani 6 novembre, ha annunciato che tale Dpcm avrebbe “obbligato i bambini sopra i sei anni ad indossare le mascherine sempre, anche al banco e nonostante il rispetto di tutte le altre disposizioni di sicurezza previste dal Cts e dal Ministero dell’Istruzione”, si ritiene necessario al riguardo un chiarimento, sul presupposto che se molti dubbi sono stati sollevati da illustri giuristi circa la legittimità costituzionale dei Dpcm, di certo e fino a prova contraria in questo Paese le testate giornalistiche non sono “fonti del diritto”.

Gargioni non ne voleva proprio sapere di vedere i suoi allievi con la mascherina. Lo stesso ministero dell’Istruzione sul suo sito ha precisato che “le attività continueranno a svolgersi in presenza con uso obbligatorio dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie” nella scuola dell’infanzia e in quelle del primo ciclo d’istruzione. Indicazioni non rispettate dal dirigente di Ferrara che in chiusura della circolare scrive: “Dunque, per quanto riguarda l’uso della mascherina nulla cambia: si devono continuare a rispettare le disposizioni già approvate, quali l’igienizzazione delle mani e degli ambienti e il distanziamento fisico, ma non è fatto alcun obbligo per gli studenti di indossarla in condizioni di staticità, né per i Docenti, in tali condizioni, di imporne l’uso”.

Contattato da Ilfattoquotidiano.it Gargioni non ha voluto commentare. Intanto in queste ore sta montando la polemica attorno a queste decisioni. Non è la prima volta che il dirigente del Perlasca viene travolto dalle polemiche: nel 2018 era finito sotto i riflettori per aver scritto sul profilo Facebook di un amico un post contro il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Mentre nel gennaio dello scorso anno un’altra sua circolare aveva fatto molto discutere: di fronte ad un atto di vandalismo fatto nei bagni delle studentesse aveva imposto alle alunne delle medie di poter andare in bagno solo dopo aver firmato su un apposito registro.

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