Continua la saga degli orsi imprigionati ad Alcatraz/ Casteller di Trento. Pierpaolo Cirillo e Tamara Nale, rispettivamente presidente e vice presidente di Animal Aid Italia, hanno presentato nei giorni scorsi un’ulteriore denuncia alla Procura di Trento, facendo riferimento agli esiti della visita condotta dalle parlamentari Doriana Sarli e Carmen Di Lauro, le cui osservazioni sono depositate presso la caserma dei Carabinieri di Trento.

Nell’esposto – denuncia, come peraltro dichiarato a mezzo stampa dalle stesse deputate in visita al Casteller – si rileva che le condizioni in cui vivono gli orsi non sono mutate neppure dopo la relazione dei Carabineri della Cites. Gli orsi stanno male e il tempo passa e per loro è un tempo di condanna contro la loro natura.

Animal Aid Italia denuncia la Provincia Autonoma di Trento anche per omissione di atti d’ufficio per non aver risposto alle richieste di accesso agli atti nei tempi dovuti e per non aver neppure preso visione delle richieste, inviate con mail – pec, con 10 quesiti relativi agli orsi.

Nella denuncia depositata si rileva che le condizioni degli orsi non sono per nulla rispettose delle condizioni minime dettate anche dalle cinque libertà di Brambell (riconosciute perfino da chi fa allevamento), ne Le cinque libertà degli animali e qui raccolte:
1. Dalla sete, dalla fame e dalla cattiva nutrizione;
2. Di avere un ambiente fisico adeguato;
3. Dal dolore, dalle ferite, dalle malattie;
4. Di manifestare le caratteristiche comportamentali specie-specifiche normali;
5. Dalla paura e dal disagio

Non mi pare, sinceramente, che gli orsi al Casteller godano di queste libertà, forse a parte il punto 1, dove è facile gettare cibo agli animali in gabbia per farli sopravvivere.

Anche Enpa e Oipa si aggiungono con un’ulteriore esposto al Tar di Trento, chiedendo la liberazione dell’orso M57, detenuto assieme al più famoso M49- Papillon. Secondo l’esposto portato dalle due associazioni, l’orso M57 è stato catturato ed imprigionato senza i presupposti per tale procedura. Inoltre, Enpa e Oipa rilevano che Iispra, l’istituto preposto al controllo della gestione delle procedure, non sia nemmeno stata preventivamente informata di tali decisioni.

Sempre in tale ricorso, viene posto ancora una volta l’accento sulle condizioni in cui versano gli orsi al Casteller, ribadendo l’ormai tristemente noto rapporto del Cites, che evidenzia gravi lacune sulla gestione degli orsi detenuti; intanto, nulla pare muoversi, anche se la situazione di vita degli orsi è davvero abominevole.

Perché la magistratura permette che gli orsi continuino a restare rinchiusi in tali condizioni, dato che i maltrattamenti perdurano? Perché il presidente Maurizio Fugatti si ostina a voler perseguire la strada del maltrattamento a questi animali?

E, ancora, mi chiedo, conviene alla Lega, partito di cui è esponente Fugatti, permettere di passare come il partito che condanna alla reclusione animali che dovrebbero stare nei boschi? Anche a livello nazionale, il segretario leghista Salvini, non riceve lamentele da tutta Italia su questa vergogna che il Trentino, da loro amministrato, fa vivere a tutto il Paese?

Intanto gli orsi sono ancora imprigionati in condizioni pietose, l’inverno si avvicina e rischiano di dover restare rinchiusi per mesi. E il ministro Sergio Costa, che a parole si dice contrario a tale situazione e che ha mandato l’ispezione del Cites, cosa pensa di fare? Ora che ha accertato che la situazione è insostenibile per questi animali, pensa di intervenire anche con i fatti o ha finito il suo interesse?

Come italiano, glielo chiederei, inviandogli una mail affinché si attivi veramente per la liberazione degli orsi. Il tempo passa, la magistratura dorme, il ministro pure… ma sono loro già in letargo? Scriviamo al ministro: segreteria.ministro@minambiente.it. Chiediamo un intervento risolutivo. Sta passando il tempo e tutto è fermo!

Penso, comunque, che alla base di tutto il problema ci sia una gravissima mancanza di formazione e informazione alla cittadinanza. Anche qui, viene rilevato che l’ente pubblico non ha correttamente previsto la fase di formazione. Suggerisco, qui, allora, un momento formativo e informativo, creato da cittadini e associazioni, che ha coinvolto esperti di orsi da qualche decennio. Un veterinario che si occupa da oltre 30 anni di orsi, il dottor Antonio Liberatore, un guardacaccia esperto, Giancarlo Ferron, Oipa Italia e cittadini ambientalisti.

Qui il link al meeting on line, per chi vuole capire davvero come può esistere una convivenza uomo-orso.

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