Dopo la visita ispettiva presso il centro di detenzione per orsi, al Casteller di Trento, effettuata dai Carabinieri Forestali, dal Cites e da Ispra, inviati dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, finalmente si vengono a conoscere le reali condizioni degli orsi, che sono molto diverse da quanto dichiarato finora ufficialmente dalla provincia di Trento.

Grazie all’impegno di Leal (Lega Antivivisezionista) che ha chiesto ed ottenuto l’accesso agli atti, tramite l’intervento dei legali dott.ssa Aurora Loprete e Aldo Truncé, finalmente siamo arrivati a conoscere le reali condizioni di vita degli orsi detenuti a Casteller. Parliamo del famosissimo M49, battezzato dal ministro Costa con il nome di “Papillon” per l’indole fuggitiva, di M57, reo di aver fatto l’orso mangiando nei bidoni delle immondizie rese accessibili dall’uomo e che poi “aggredì” un giovane che tentava di allontanarlo e della povera DJ3, in prigione da oltre 9 anni.

Ebbene, più volte il presidente della giunta provinciale trentina Maurizio Fugatti ha pubblicamente dichiarato che gli orsi stanno bene, mangiano regolarmente e si trovano in buone condizioni di vita. Ieri sera, grazie ai legali di Leal, che ancora ringrazio, ho letto i verbali della visita inviata dal ministro Costa, che riportano alcuni passaggi determinanti sullo stato di salute degli orsi. Il documento è molto lungo, ma ho qui estratto una parte molto significativa che riporta lo stato reale delle cose.

Dal documento n° 3449 – di Cites: “Nel report, in corrispondenza del 10 settembre, il medico veterinario incaricato segnala inoltre che:

Nell’arco di 48 ore la situazione ha subito un grave peggioramento. Tutti e tre gli orsi versano in una situazione di stress psico-fisico molto severa, dovuta in primis alla forzata e stretta convivenza dei tre esemplari, contrariamente a quanto permette la base etologica di specie ed alle ridotte dimensioni degli spazi a disposizione. M49 ha smesso di alimentarsi e scarica tutte le sue energie contro la saracinesca della tana. Reagisce in maniera nervosa alla presenza umana.

M57 si alimenta, ma ripete costantemente dei movimenti in maniera ritmata, prodromo di stereotipia. Presenta anche lesione cutanea nell’avambraccio sinistro, dovuto allo sfregamento nell’attività di cui sopra. DJ3, a causa della presenza e degli atteggiamenti degli altri due esemplari, spaventata, si è nascosta nel boschetto del recinto esterno, e non torna in tana per alimentarsi. A questo si aggiunge l’imminente inizio dei lavori di costruzione delle gabbie di tana 2 e tana 3. Vista la delicata situazione si decide di somministrare per la prima volta dalla loro detenzione al Casteller dell’alprazolam (ansiolitico) a M49 e M57 per ridurre lo stato di stress, finché si concluderanno i lavori di costruzione delle gabbie”.

In conclusione, si ritiene che le condizioni di detenzione degli orsi, che dovranno prolungarsi per un periodo di diversi mesi, non garantiscano adeguate condizioni di benessere degli esemplari. La traslocazione dell’orso DJ3 potrebbe determinare un miglioramento delle condizioni di captivazione della femmina, tuttavia tale traslocazione compita potenziali rischi per l’incolumità del medesimo e/o degli altri individui ospitati nella struttura di Spornaggiore. Si evidenzia che, tenuto conto delle dimensioni e la struttura del recinto Casteller, pur con gli adeguamenti programmati, la prevista cattura e captivazione di ulteriori tre individui metterebbe in difficoltà l’intero sistema di gestione.

Gli orsi del Casteller stanno subendo maltrattamenti chiari ed evidenti, come traspare dalla relazione susseguente la visita ispettiva inviata dal ministro Costa. Io stesso depositai qualche settimana una denuncia per chiedere la verifica su tali condizioni, in maniera particolare su M49, chiedendo venissero riscontrati eventuali maltrattamenti. Che fine avrà fatto tale denuncia? Archiviata?

Gli orsi sono in chiaro stato di malessere, sottoposti a psicofarmaci e maltrattati! Ora è chiaro e cristallino che gli orsi in quel posto non vengono trattati adeguatamente, così come è limpido che il posto è totalmente inadeguato per tali animali. Non ci sono più dubbi. Il presidente Fugatti ha ordinato di imprigionare gli orsi in un luogo inadeguato, causandone il loro stato di animali maltrattati. Ora non resta che un’unica soluzione, dato che anche gli alpeggi sono chiusi e il letargo si avvicina.

Liberare immediatamente gli animali e, nel frattempo, avviare processi di dissuasione all’avvicinamento ai centri abitati, con investimenti strutturali come cassonetti anti orso e recinzioni adeguate per gli allevatori e pastori in montagna. Al ministro Costa, che ha avuto il coraggio di far luce sulla situazione gravissima di maltrattamenti in atto in Trentino, ora più che mai è necessario chiedere un intervento forte affinché gli orsi vengano liberati. Non c’è più tempo da perdere, se vogliamo restituire loro la libertà e ridare dignità ad un territorio che sta passando come persecutore di animali selvatici, con crudeltà scientifica.

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Gli orsi in Trentino vivono uno “stress psico-fisico molto severo” e “M49 non mangia”: ecco il rapporto sul recinto dove sono rinchiusi

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