L’onda dei contagi è sempre più alta. Ed è da giorni che il personale degli ospedali deve fare i conti con i posti letto. Soprattutto quelli di terapia intensiva dove vengono ricoverati i pazienti più gravi e a rischio della vita. Poco meno di un anno fa, prima che il coronavirus Sars Cov 2 iniziasse la sua marcia, i posti letto in terapia intensiva erano 5.179 in Italia. Il decreto Rilancio ha programmati 3.553 posti aggiuntivi. Il totale dovrebbe arrivare a 8.732. Gli ultimi dati disponibili dicono che sono 6.628, ma in continuo aumento in considerazione delle riaperture degli ospedali, come quelli della Fiera di Milano e Bergamo, che erano stati allestiti durante i momenti più duri della primavera scorsa quando Covid 19, una malattia multisistemica che attacca anche più organi, mostrò tutta la sua ferocia. Oggi il paziente è stato ricoverato nell’ospedale della Fiera di Milano.

Sui 6.628 il 15% è occupato da pazienti Covid, percentuale che scende all’11% se si considerano anche gli ulteriori 1.660 posti letto attivabili con i ventilatori che sono già stati distribuiti alle regioni come si legge nel report settimanale del commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri dal quale emerge che la regione con la percentuale più alta di pazienti in terapia intensiva – rispetto ai posti a disposizione – è l’Umbria, che ha un tasso di occupazione al 27,85%. Subito dopo ci sono la Campania (21,71%) e la Sardegna (20,69%). In Lombardia la percentuale è al 15,69% mentre il tasso più basso si registra in provincia di Trento, con l’1,96%.

Le terapie intensive, dal Nord al Sud pur con differenze importanti, si stanno pericolosamente avvicinando alla soglia limite, ovvero alla saturazione del 30% dei posti letto dedicati a malati Covid. Oltre tale soglia, stabilita dal ministero della Salute, scatta l’allarme per la tenuta del sistema ospedaliero. Nell’ultimo monitoraggio del ministero-Iss (16 ottobre) erano già dieci le Regioni con un rischio definito alto per la tenuta dei reparti di Rianimazione e con i dati giornalieri in crescita costante non stupisce l’allarme del presidente dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani, Alessandro Vergallo, che evidenzia che gli anestesisti ospedalieri “sono già sovraccarichi di turni. Temiamo un raddoppio dei ricoveri in Terapia intensiva entro 15 giorni, se la curva dei contagi manterrà l’attuale andamento e nell’attesa di vedere gli effetti delle misure dell’ultimo Dpcm: quello sarà il punto di rottura ed il momento in cui entreremo in crisi perché la dotazione organica disponibile di anestesisti-rianimatori non sarà sufficiente a fare fronte all’emergenza”.

L’allarme dei posti letto è reale ma nasconde un’altra emergenza che ritengo maggiore, relativa alla crisi di personale. Se letti e respiratori si possono acquistare il personale non si può creare, e tale mancanza è risultata fondamentale nella difficile gestione della prima ondata” dice Mario Riccio, primario di rianimazione a Casalmaggiore (Cremona) e consigliere dell’Associazione Luca Coscioni, attiva per la tutela del diritto alla salute. “Il rapporto ottimale paziente anestesista è di 1 a 4, quello paziente infermiere di 1 a 2 – continua Riccio – Già in condizioni di attività normali in Italia, secondo i dati Siaarti (Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva) mancano all’appello 4000 anestesisti. In vista della seconda ondata occorre innanzitutto sospendere in alcune aree tutte quelle attività non urgenti e coinvolgere nel settore pubblico anche il personale delle strutture convenzionate minori (come le piccole case di cura), spostandolo nei reparti Covid. Cose non avvenute in primavera quando il sistema è andato al collasso”.

“Gli anestesisti-rianimatori, la cui carenza è un problema che denunciamo da tempo, sono in una situazione di sovraccarico: il personale non ce la fa più anche psicologicamente, continua a fare turni aggiuntivi e straordinari per fare fronte all’attuale crescita dei ricoveri per Covid e non si tira indietro. Ma se il trend non muterà, sarà inevitabile ridurre le altre attività, come quelle di sala operatoria, per garantire l’assistenza nelle terapie intensive” dice all’Ansa è la presidente della Società Italiana di Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI), Flavia Petrini.

Le regioni a rischio, secondo l’ultimo report dell’Istituto superiore di Sanità sul periodo 5-11 ottobre, erano Abruzzo, Campania, Emilia- Romagna, Liguria, Lombardia, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta, che hanno una probabilità da alta a massima di superare la soglia del 30% di posti occupati nel prossimo mese. E le regioni segnalate con il livello più alto di rischio per questo parametro sono la Lombardia e la Liguria. Nel nostro Paese i posti letto in terapia intensiva per 100mila abitanti sono 10,6 mentre il governo ha fissato la soglia di sicurezza a 14. Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 22 ottobre, le terapie intensive occupate in Italia da pazienti Covid sono 992. Analizzando i dati di ogni singola regione, al momento solo Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta hanno un rapporto di letti in terapia intensiva per abitante maggiore della soglia di sicurezza, Le altre Regioni hanno numeri più preoccupanti. La Campania ha 7,3 letti per 100mila abitanti, l’Umbria 7,9 e le Marche 8,3. “Con i trend attuali tra 7 giorni avremo 16-18 mila pazienti ricoverati con sintomi, 1.700-1.900 in terapia intensiva” dice il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, che su Twitter commenta la possibilità di un nuovo intervento del Governo fra 7 giorni per ridurre i contagi di Covid-19. “Poi per vedere effetti ulteriori restrizioni bisognerà aspettare altre 2 settimane”.

ABRUZZO – I posti letto in terapia intensiva prima della pandemia erano 123, ne sono stati programmati altri 66 posti letto. Alla data del 9 ottobre, contando quelli già stabilizzati del piano Arcuri, il numero dei posti letto è arrivato a 133. I posti per 100mila abitanti in regione sono 10. Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 22 ottobre, le terapie intensive occupate in Abruzzo da pazienti Covid sono 16

BASILICATA – I posti letto in terapia intensiva pre Covid erano 49, ne sono stati programmati altri 32. Alla data del 9 ottobre il numero è arrivato a 73. I posti per 100mila abitanti in regione sono 12,9. Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 22 ottobre, ci sono 4 posti di terapia intensiva occupati in Basilicata da pazienti Covid

CALABRIA – I posti erano 146, ne sono stati programmati altri 134. Alla data del 9 ottobre erano 152. I posti per 100mila abitanti in regione sono 10,5. Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 22 ottobre, le terapie intensive occupate in Calabria da pazienti Covid sono 8

CAMPANIA – Erano 335 prima della pandemia e ne sono stati programmati altri 499 posti e ora il numero è arrivato a 427. I posti per 100mila abitanti in regione sono 7,3, quasi la metà rispetto alla soglia di sicurezza del governo fissata a 14. Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 22 ottobre, le terapie intensive occupate in Campania da pazienti Covid sono 94. Il tasso di saturazione è intorno al 22%.

EMILIA-ROMAGNA – I posti letto in terapia intensiva erano 449, ne sono stati programmati altri 197 e ora il numero è 516. I posti per 100mila abitanti in regione sono 11,5. Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 22 ottobre, i posti in terapia intensiva occupati in Emilia-Romagna sono 86. Il tasso di saturazione è intorno al 16%

FRIULI VENEZIA-GIULIA – Pre-Covid i posti letto erano 120, ne sono stati programmati altri 55 e ora sono 175. I posti per 100mila abitanti in regione quindi sono 14,4, oltre la soglia di sicurezza. Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 22 ottobre, i posti in terapia intensiva occupati in Friuli sono 14

LAZIO – Erano 571, ne sono stati programmati altri 282. Alla data del 9 ottobre il numero dei posti è arrivato a 747. I posti per 100mila abitanti in regione sono 12,7. Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 22 ottobre, le terapie intensive occupate nel Lazio da pazienti Covid sono 131

LIGURIA Erano 180, ne sono stati programmati altri 87 e ora sono 209. I posti per 100mila abitanti in regione sono 13,4. Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 22 ottobre, le terapie intensive occupate in Liguria da pazienti Covid sono 34. Il tasso di saturazione è oltre il 16%

LOMBARDIA – I posti letto in terapia intensiva pre-Covid erano 861, ne sono stati programmati altri 585 posti letto. Il numero dei posti letto è arrivato a 983. I posti per 100mila abitanti in regione sono 9,8. Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 22 ottobre, le terapie intensive occupate in Lombardia da pazienti Covid sono 156. Il presidente Fontana ha annunciato però la riapertura degli ospedali in Fiera a Milano e Bergamo che erano stati allestiti durante l’emergenza in primavera: 221 posti di cure intensive.

MARCHE – Erano 115, ne sono stati programmati altri 105 e ora sono 129. I posti per 100mila abitanti in regione sono 8,3, un rapporto molto basso rispetto alla soglia di sicurezza. Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 22 ottobre, le terapie intensive occupate nelle Marche da pazienti Covid sono 19

MOLISE – I posti letto in terapia intensiva pre-Covid erano 30, ne sono stati programmati 14 e ora sono 34. I posti per 100mila abitanti in regione sono 11,1. Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 22 ottobre, nelle terapie intensive del Molise c’è un posto letto occupato da un paziente Covid

PIEMONTE – I posti letto erano 327, ne sono stati programmati altri 299, ma ora sono 367. I posti per 100mila abitanti in regione sono 8,4. Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 22 ottobre, le terapie intensive occupate in Piemonte da pazienti Covid sono 79. Il tasso di saturazione è circa del 21%

PUGLIA – In Puglia i posti letto in terapia intensiva pre-Covid erano 304. Con il decreto Rilancio sono stati programmati altri 276 posti letto. Alla data del 9 ottobre, contando quelli già stabilizzati del piano Arcuri, il numero dei posti letto è arrivato a 366. I posti per 100mila abitanti in regione sono 9,0 (con la soglia di sicurezza del governo fissata a 14). Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 22 ottobre, le terapie intensive occupate in Puglia da pazienti Covid sono 50

SARDEGNA – I posti letto erano 134, ne sono stati programmati altri 101 posti letto e ora sono 175. I posti per 100mila abitanti in regione sono 10,6 (con la soglia di sicurezza del governo fissata a 14). Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 22 ottobre, le terapie intensive occupate in Sardegna da pazienti Covid sono 36. Il tasso di saturazione è intorno al 20%

SICILIA – Erano 418, ne sono stati programmati altri 301. Alla data del 9 ottobre, contando quelli già stabilizzati del piano Arcuri, il numero dei posti letto è arrivato a 538. I posti per 100mila abitanti in regione sono 10,7. Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 22 ottobre, le terapie intensive occupate in Sicilia da pazienti Covid sono 89

TOSCANA – Erano 374 in epoca pre-Covid, ne sono stati programmati altri 193 e ora sono 415. I posti per 100mila abitanti in regione sono 11,1. Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 22 ottobre, le terapie intensive occupate in Toscana da pazienti Covid sono 82. Il tasso di saturazione è intorno al 19%

UMBRIA – I posti letto in terapia intensiva pre-Covid erano 70, ne sono stati programmati altri 58, ma il numero è rimasto a 70. I posti per 100mila abitanti in regione sono 7,9. Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 22 ottobre, le terapie intensive occupate in Umbria da pazienti Covid sono 22. Il tasso di saturazione è intorno al 31%

VALLE D’AOSTA – Erano 10, ne sono stati programmati altri 10 posti lett. Obiettivo raggiunto con 20 posti. Il numero di posti per 100mila abitanti in regione sono 15,9. Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 22 ottobre, le terapie intensive occupate da pazienti Covid in Valle d’Aosta sono 3. Il tasso di saturazione è intorno al 15%

VENETO – I posti letto in terapia intensiva pre-Covid erano 494 e ne sono stati programmati altri 211. Il numero è attualmente 825. I posti per 100mila abitanti in regione sono 16,8. Secondo i dati del bollettino del 22 ottobre, le terapie intensive occupate in Veneto da pazienti Covid sono 59

PROVINCIA DI BOLZANO – Erano 37, ne sono stati stati programmati altri 40 posti letto e ora sono 55. I posti per 100mila abitanti in regione sono 10,5 Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 22 ottobre, le terapie intensive occupate in provincia di Bolzano da pazienti Covid sono 8

PROVINCIA DI TRENTO – Erano 32, ne sono stati programmati altri 46 e il numero dei posti letto è arrivato a 51. I posti per 100mila abitanti in regione sono 9,4. Secondo i dati del bollettino del 22 ottobre, in provincia di Trento c’è un posto letto occupati nelle terapie intensive da pazienti Covid

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