Continua il braccio di ferro tra Consiglio e Parlamento europeo sul prossimo bilancio pluriennale e sul Recovery fund. Secondo fonti diplomatiche Ue, “non sarà più possibile avere il Recovery Fund in funzione dal primo gennaio e anche il Bilancio europeo sarà ritardato. Questo ritardo potrebbe avere conseguenze anche sugli esborsi“. E la colpa, sostengono queste fonti vicine ai governi nazionali dei 27, è da ricondurre alla difficoltà nelle trattative con l’Eurocamera oltre al fatto che “occorre aggiungere almeno due mesi e mezzo per la procedura delle ratifiche al momento dell’accordo” tra le istituzioni europee.

Ma l’Europarlamento, che ha chiesto un incremento delle risorse per alcuni capitoli del prossimo bilancio 2021-2027, non ci sta a farsi dare la colpa. E risponde con una frase che suona beffarda: “Siamo contenti che la presidenza tedesca si stia accorgendo che potrebbero verificarsi ritardi nelle ratifiche dei Parlamenti nazionali, dal momento che il Parlamento europeo ha dato il via libera alle risorse proprie (dalla digital tax alla border carbon tax, il cui gettito andrebbe a ripagare il debito comune emesso dalla Commissione, ndr) già il 15 settembre”. Non solo: secondo le fonti i negoziati “sono ripresi e sono in corso” e che “non c’è alcuna impasse“, visti gli appuntamenti in agenda che prevedono ulteriori incontri a livello di trilogo nei prossimi giorni. Le fonti del Consiglio la vedono all’opposto: “mentre sulla questione del meccanismo dello stato di diritto è in vista” un’intesa, “l‘aumento del budget resta una questione molto difficile e non si vede una landing zone”.

Intanto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha annunciato su twitter che Italia, Spagna e Polonia saranno i primi a ricevere i fondi Sure che andranno a coprire le spese per cassa integrazione e aiuti agli autonomi, parte del pacchetto concordato dai leader Ue. “Facciamo tutto quello che possiamo per preservare l’occupazione. Con SURE sosteniamo gli schemi temporanei di sostegno al lavoro fino a 100 miliardi. I primi Paesi a ricevere il sostegno saranno Italia, Spagna e Polonia. Sono stati colpiti duramente dalla crisi. Il denaro arriverà rapidamente. Siamo con voi”.

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