Nuovo caso di coronavirus nella residenza del Papa. Un prelato che vive a Casa Santa Marta è risultato positivo al Covid-19. Si tratta del secondo caso da quando è scoppiata la pandemia. Nel marzo scorso, infatti, un altro prelato che vive nella stessa residenza di Francesco aveva contratto il coronavirus. Come ha precisato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, “è stato individuato un altro caso di positività al Covid-19 tra i residenti dello Stato, a cui si aggiungono i positivi riscontrati tra le Guardie Svizzere. Il malato, al momento asintomatico, è stato posto in isolamento, come anche coloro che sono venuti in contatto diretto con lui, e ha lasciato temporaneamente Casa Santa Marta, dove abitualmente risiede. Si continuano ad osservare le disposizioni emanate dalla Santa Sede e dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e la salute di tutti i residenti della Domus viene tenuta costantemente sotto monitoraggio”.

Il riferimento implicito è ovviamente al Papa che, proprio per l’improvviso innalzamento del numero dei contagi, ha interrotto il consueto baciamano con i malati e i fedeli alle udienze generali del mercoledì. “Io vorrei, come faccio di solito, – ha spiegato Bergoglio ai pellegrini – scendere e avvicinarmi a voi per salutarvi, ma con le nuove prescrizioni, meglio mantenere le distanze. Anche gli ammalati li saluto di cuore da qui. Voi siete a distanza prudente, come si deve fare. Ma succede che quando io scendo, tutti vengono e lì si ammucchiano. E il problema è che c’è il pericolo del contagio. Così, ognuno con la mascherina, mantenendo le distanze, possiamo andare avanti con le udienze. Scusatemi se oggi vi saluto da lontano, ma credo che se tutti, come buoni cittadini, compiamo le prescrizioni delle autorità, questo sarà un aiuto per finire con questa pandemia”.

Un provvedimento che è stato reso necessario a seguito degli 11 contagi registrati nella Guardia Svizzera. “È stato disposto da subito – si legge in un comunicato del corpo – l’isolamento dei casi positivi e si sta procedendo con gli opportuni ulteriori controlli. Nel frattempo, oltre a quanto già disposto dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano per contenere l’infezione da Covid-19, sono state adottate le misure più utili, anche in termini della pianificazione dei servizi delle Guardie, ad escludere ogni rischio di contagio nei luoghi dove la Guardia Svizzera Pontificia presta servizio”.

Bruni ha, inoltre, aggiunto che “nei giorni scorsi i tre casi positivi tra residenti e cittadini dello Stato della Città del Vaticano sono guariti”. L’allarme, all’interno dei sacri palazzi, resta comunque molto alto. La Prefettura della Casa Pontificia non ha ancora comunicato se e in che modo Francesco presiederà la tradizionale messa della notte di Natale il 24 dicembre prossimo. Proprio in vista di ulteriori norme per evitare il contagio, la Cei ha recentemente emanato una nota per fissare dei paletti con il governo e il Comitato tecnico-scientifico, anche nel tentativo di evitare una nuova chiusura delle chiese come avvenuto nel periodo pasquale.

Twitter: @FrancescoGrana

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