Il Movimento 5stelle non esiste più. Il Movimento populista creato da Casaleggio e Grillo sull’onda del “vaffanculo” alla Casta e al carrierismo politico è morto e sepolto da tempo. Come era prevedibile, dopo tanto urlare e promettere di rivoluzionare tutto e di non andare mai al governo con le vecchie forze politiche, hanno vinto i premi Oscar come migliori attori comici.

Hanno fatto tutto il contrario di quello che avevano promesso e millantato: sono riusciti a sdoganare l’ignoranza e l’incompetenza al governo; sono riusciti a far cambiare le abitudini sane e utili dei contraddittori nelle trasmissioni politiche; sono riusciti a far diventare ministri, sottosegretari e parlamentari persone senza un briciolo di competenza e credibilità. Sono riusciti a nominare Rocco Casalino, dopo i trascorsi al Grande Fratello, responsabile della comunicazione di Palazzo Chigi. Sono riusciti a fare un governo con la Lega e con il Pd, sì anche con i piddioti. Anche con il Partito di Bibbiano. E i due cuginetti sono ancora lì.

Uno, Luigi Di Maio, diventato un democristiano più democristiano di Andreotti. Il quale, Andreotti, mi scuserà per l’evidente ironico accostamento.

L’altro, Alessandro Di Battista, rimasto impigliato nel suo vecchio personaggio è diventato la parodia di se stesso. Lui, rimasto senza ruolo e soldi cerca di alzare la voce per ottenere una piccola poltrona.

Ormai è evidente: ne rimarrà soltanto uno. Dopo aver accusato il sistema, dopo aver condannato i partiti, dopo aver insultato i politici, al Movimento 5Stelle è rimasto solo un elemento: fare la lotta all’interno, tra chi ha la poltrona e chi la vorrebbe. Non esistono – in realtà non erano mai esistiti – gli ideali, le opinioni politiche, le scelte sociali ed economiche. Nulla.

Il Movimento 5Stelle ha cambiato idea su tutto e ha rinnegato se stesso. Emblematico l’ultimo episodio di Davide Casaleggio che litiga con il blog delle stelle. Scene da terapie per alcolisti anonimi.

Ed ora la battaglia finale fra i due highlander: chi vincerà fra Di Maio e Di Battista? Un facile pronostico. Non voglio svelarvi il finale ma qualche indizio è già presente fra le righe. I grandi Stati Generali a breve segneranno la grande via (La via con il vento, direbbe qualcuno): una grande alleanza strutturale con il Pd. E già basta questa cosa per far capire tutto.

Vedremo chi candiderà il Pd per Roma e chi i 5stelle.

Il tempo è galantuomo ma in questo caso il Movimento 5stelle ha battuto ogni Guinness dei primati: ne rimarrà soltanto uno, anche perché il Movimento 5stelle oltre a non esserci più non ha più senso di esistere.

Comunque io scommetto su Di Battista come nuovo ministro per l’attuazione del programma di governo. Sarà bellissimo.

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