Per la prima volta nella sua storia, l’Agenzia spaziale europea potrebbe essere guidata da una donna. Il governo italiano ha deciso di candidare l’astrofisica Simonetta Di Pippo per la carica di direttore generale, attualmente ricoperta dal tedesco Jan Worner. Il suo mandato scadrà a fine giugno 2021, per cui gli Stati membri che fanno parte dell’organizzazione spaziale hanno già avviato le trattative per scegliere il successore. Ad annunciare il nome di Di Pippo è stato con un tweet il sottosegretario agli Esteri con delega allo spazio Manlio Di Stefano: “Abbiamo presentato al corpo diplomatico accreditato a Roma la candidata italiana a direttore generale dell’Esa: Simonetta Di Pippo. Già direttrice di Unoosa – scrive Di Stefano – la Di Pippo è una leader visionaria e innovatrice nonché manager competente. Un’occasione per tutto il settore spazio Ue”. La scelta è stata condivisa anche con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, che in base alla riforma varata quando al suo posto c’era il leghista Giancarlo Giorgetti si occupa in prima persona della politica spaziale nazionale. Fra i papabili per l’Italia c’era anche il nome di Roberto Battison, l’ex presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) fatto fuori dal governo gialloverde nel novembre 2018.

Se anche gli altri Stati che aderiscono all’organizzazione (22 in totale) dovessero convergere su Di Pippo, l’Italia conquisterebbe la guida dell’Esa dopo quasi vent’anni. L’ultimo direttore generale italiano è stato infatti Antonio Rodotà, in carica dal 1997 al 2003. Il nostro Paese è il favorito per ottenere l’incarico, dal momento che è il terzo contributore dell’Agenzia dopo Francia e Germania, entrambe fuori dai giochi. Guardando agli equilibri di potere in Europa, infatti, il Paese guidato da Angela Merkel ha espresso il direttore generale attualmente in carica, mentre la Francia ha appena ottenuto in Commissione Ue la delega allo spazio per Thierry Breton. I competitor che minacciano la corsa di Di Pippo sono l’attuale ministro della Scienza in Spagna Pedro Duque – il quale ha un passato da astronauta – e soprattutto l’attuale direttore dell’Agenzia spaziale norvegese Christian Hauglie-Hanssen. Sembra essersi fatto da parte, invece, l’ex ministro dell’Economia in Lussemburgo Etienne Schneider. Un nome temuto, il suo, dal momento che il Granducato ha messo a segno negli ultimi anni importanti investimenti nel settore spaziale.

La candidata italiana, invece, ha dalla sua un curriculum di tutto rispetto che potrebbe fare la differenza nel prossimo triennio dell’Esa, in vista delle missioni verso la Luna e Marte. Classe 1959, laureata in fisica alla Sapienza di Roma, Simonetta Di Pippo dirige dal 2014 l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari dello Spazio extra atmosferico (Unoosa). La sua carriera è iniziata però nell’Agenzia spaziale italiana nel 1986: le sue responsabilità spaziavano dall’osservazione della Terra al volo umano, passando per l’automazione e la robotica. Dal 2002 al 2008 è stata a capo del settore Osservazione dell’Universo. Nel 2007 è stata referente per la missione dell’astronauta Paolo Nespoli a bordo del volo Shuttle Sts-120, mentre dal 2008 al 2011 è stata direttore del Volo Umano presso l’Esa. È tornata quindi all’Asi, per guidare l’Osservatorio per la politica spaziale europea fino al 2014, quando è approdata all’Unoosa. Nel 2009, per promuovere la leadership femminile nell’aerospazio, ha contribuito a fondare l’associazione Women in Aerospace – Europe, di cui è presidente onorario. Nel 2006 è stata nominata Cavaliere Ufficiale al Merito dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, mentre nel 2008 l’Unione astronomica internazionale ha dato il suo nome all’asteroide 21887, come riconoscimento per il suo impegno nell’esplorazione spaziale.

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