A Lecco il ribaltone del centrosinistra è riuscito per appena 31 voti. A Chieti invece è stato netto. A Matera a capovolgere la situazione è stato il candidato M5s, grazie ai voti dem. A Crotone la vittoria a sorpresa è andata a un civico. Al termine dei ballottaggi in otto Comuni capoluogo, al centrodestra resta solo la conferma di Alessandro Ghinelli ad Arezzo, mentre anche Giovanni Girardini – candidato della lista di Vittorio Sgarbi – non è riuscito a conquistare Aosta. Per Matteo Salvini e la sua coalizione, da Bolzano a Reggio Calabria, sono arrivate solo delusioni. Il centrodestra, dopo che al primo turno del 20 e 21 settembre era in vantaggio in 5 capoluoghi, resta con una sola vittoria in mano. Prima delle comunali governava in 4 di queste città: Arezzo, Chieti, Matera e Andria, dove il consiglio comunale è stato sciolto lo scorso anno per la mancata approvazione del bilancio. Il Carroccio in più ha perso Cascina, il comune toscano dove è stata sindaca Susanna Ceccardi. E anche in Lombardia è uscito sconfitto: 4 a 2 per il centrosinistra.

A Lecco Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia speravano di interrompere il governo dem della città. Dopo il primo turno la missione sembrava ormai compiuta: Peppino Ciresa aveva ottenuto il 48,7% dei consensi contro il 41,7% del suo sfidante, Mauro Gattinoni. Oggi invece lo scrutinio ha ribaltato la situazione: il candidato del Partito democratico ha vinto il ballottaggio con il 50,07%, battendo con soli 31 voti di scarto Ciresa che si è fermato al 49,93%. Il centrodestra ha chiesto il riconteggio dei voti: sul tavolo anche le schede contestate, che sarebbero 15. Gattinoni ha vinto ottenendo circa 900 voti rispetto al primo turno, esattamente i consensi che erano andati alla candidata M5s due settimane fa.

Ancora più netto è stato il ribaltone a Chieti, dove Pietro Diego Ferrara ha più che raddoppiato i voti ottenuti al primo turno. Il candidato Pd, con il 21,5%, sembrava ormai sconfitto contro il 38,8% ottenuto da Fabrizio Di Stefano, il candidato di Lega e Fratelli d’Italia. Al ballottaggio è finita con un 55,8% a 44,2% a favore del medico 66enne Ferrara. Chieti, roccaforte della destra ormai da 10 anni con le due consiliature consecutive di Umberto Di Primio, torna quindi al centrosinistra. Di Stefano, ex consigliere regionale e parlamentare di An, Pdl, Fi, ora alla Lega, ha perso più di mille voti nonostante ad appoggiarlo nel turno di ballottaggio, senza apparentamento, ma con un accordo su 15 punti programmatici, ci fosse anche il candidato giunto terzo al primo turno con il 20,3%, Bruno Di Iorio (Forza Chieti), che fa riferimento all’assessore regionale di Forza Italia, Mauro Febbo.

A Matera la rimonta è avvenuta invece ad opera del candidato M5s Domenico Bennardi. Al primo turno era arrivato al 27,4%, mentre lo sfidante Rocco Luigi Sassone, sostenuto dal centrodestra, si era piazzato al 30,4 per cento. Un distacco che i pentastellati hanno colmato prendendo i voti del Pd e del resto del centrosinistra. Non ci sono stata apparentamenti formali, ma è arrivata la dichiarazioni di voto a favore di Bennardi da parte di Giovanni Schiuma (Pd) che al primo turno aveva ottenuto il 19,98% come candidato sindaco e il 21,6% come coalizione. A favore del M5s si è espresso anche il candidato civico Pasquale Doria. Al ballottaggio la vittoria è stata senza storie: Bennardi è arrivato al 67,5% dei consensi, mentre Sassone si è fermato al 32,5.

L’altra sorpresa, sempre negativa per il centrodestra, è arrivata da Crotone: Vincenzo Voce, l’outsider sostenuto da un pugno di liste civiche, distanti dai partiti, è il nuovo sindaco della città. Il suo consenso è più che doppio rispetto al 32% ottenuto dall’avversario di centrodestra Antonio Manica supportato da dieci liste tra cui Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. Al primo turno Voce aveva ottenuto poco meno di 12mila voti (36,22%), mentre Manica aveva ottenuto il 41,60%. Con sia il centrosinistra che il M5s esclusi dal ballottaggio, nel giro di due settimane la situazione si è capovolta: Voce ha ottenuto 16.434 voti, mentre il candidato del centrodestra ne ha persi più di 4mila.

Torna al centrosinistra anche Andria, dove il nuovo sindaco sarà Giovanna Bruno. In questo caso la coalizione Lega-Fi-FdI era rimasta fuori già al primo turno, superata dal candidato M5s Michele Coratella che poi è uscito sconfitto al ballottaggio. Il centrodestra ha fallito infine l’attacco a Reggio Calabria e Bolzano: nel capoluogo altoatesino Renzo Caramaschi è stato riconfermato sindaco, approfittando dell’appoggio della Svp che pure a livello provinciale governa con la Lega. Allo stesso modo il primo cittadino uscente Giuseppe Falcomatà ha respinto l’assalto della Lega a Reggio Calabria, battendo lo sfidante Antonino Minicuci che si è fermato al 41,64%. Anche ad Aosta, dove Carroccio, FdI e azzurri erano rimasti fuori al primo turno, la coalizione di centrosinistra in appoggio a Giovanni Nuti ha comunque avuto la meglio su Girardini, il candidato di Renaissance Vallée d’Aoste. Il centrodestra si consola con Alessandro Ghinelli che si riconferma sindaco di Arezzo: ha ottenuto il 54,5% delle preferenze contro il 45,5% del candidato del centrosinistra Luciano Ralli.

Per la Lega in particolare non arrivano belle notizie anche dagli altri Comuni al ballottaggio. Un altro ribaltone lo ha subito a Cascina: il popoloso comune in provincia di Pisa, con quasi 46mila abitanti, torna al centrosinistra. Michelangelo Betti è il nuovo sindaco: al secondo turno, sostenuto anche dal M5s, è stato eletto con il 59,02%. Dal 2016 al 2019 alla guida del Comune di Cascina c’è stata l’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi, candidata del centrodestra alle ultime elezioni regionali. Ceccardi è stato il primo sindaco della Lega in Toscana. Anche in Lombardia il Carroccio ha perso Saronno, Corsico e Legnano, dove l’ex sindaco Giambattista Fratus ad aprile è stato condannato in primo grado con l’accusa di aver manipolato concorsi per posizioni dirigenziali e per corruzione elettorale. Il centrodestra ha vinto a Voghera, nel Pavese, e a Viadana (Mantova).

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