La Lega e Matteo Salvini non riescono a espugnare Reggio Calabria. La città dello Stretto rimane al centrosinistra. Il sindaco uscente, Giuseppe Falcomatà del Pd, è stato riconfermato battendo al ballottaggio il candidato dal centrodestra Antonino Minicuci. Quando lo spoglio è terminato, Falcomatà ha brindato con il 58,36% (al primo turno aveva preso il 37,17%) mentre il rivale, scelto dal Carroccio, si è fermato al 41,64% (33,69% al primo turno). L’affluenza è stata del 52%. Il dato è ufficiale: dopo sei anni alla guida di Reggio Calabria, oltre 44mila cittadini hanno deciso di dare a Falcomatà e al centrosinistra quel “secondo tempo” che il sindaco uscente e la sua giunta hanno chiesto per tutta la campagna elettorale.

Dopo le 15, quando si sono chiusi i seggi, fuori dal comitato del centrosinistra si sono radunate circa 400 persone. Prima lo slogan “chi non salta un leghista è” in attesa del risultato definitivo. Poi sulle note di “bella ciao” hanno accompagnato le prime dichiarazioni del sindaco riconfermato. “Grazie a tutti. – sono state le sue parole – Ringrazio tutti i reggini che ci hanno dato fiducia ma anche i reggini che non ci hanno votato. Perché ci ha fatto capire tante cose. Questa è la vittoria della città. La città si è protetta e noi abbiamo provato a difenderla in tutti i modi. È stata una campagna elettorale difficilissima e travagliata”.

“Consentitemi di dire una cosa – ha aggiunto – il meglio deve ancora venire e questo lo sappiamo perché abbiamo attraversato veramente l’inferno e in questi anni abbiamo lavorato per superarlo. Ma noi siamo anche ironici, ci piace sorridere ed essere dissacranti. È stata una campagna elettorale che ci ha visto contrapposti e che ha visto scimmiottare alcune cose che io ho detto in passato. Qualcuno voleva provare a mettere bandierina nella nostra città. Noi non lo abbiamo permesso e allora con simpatia e con il sorriso, diciamo: Salvini Passa pa casa’”. Vuol dire Salvini torna a casa ed è il riferimento è stato a una battuta (“Passa pa casa”) utilizzata da Falcomatà durante il lockdown per spiegare ai cittadini che non potevano uscire dalle abitazioni. Battuta che il candidato Minicuci ha utilizzato per chiudere tutti i comizi elettorali, provocando lo sfidante di centrosinistra.

“C’era una situazione disastrosa nella città e pensavamo ci potesse essere un risultato diverso e migliore”, è stato il commento di Minicuci secondo cui “normalmente le persone di centrosinistra vanno a votare al secondo turno mentre gli elettori del centrodestra non ci vanno. Chi è andato a votare vuol dire che ha ritenuto di fare scelta di continuità con il sindaco uscente e non di cambiamento che era rischioso. Se noi avessimo avuto un mese in più probabilmente avrei potuto fare conoscere meglio la proposta all’intera città e non solo a chi mi ha sostenuto”.

Ritornando al commento a caldo di Falcomatà, il sindaco ha aggiunto che quella di oggi è stata “una vittoria storica perché partivamo da condizioni di partenza molto difficili. La Regione qui aveva avuto il premio di maggioranza, aveva preso il 70%. Fare una campagna elettorale con i rifiuti per strada e con le discariche chiuse non è esattamente la più facile delle cose. Quello che si è costruito in questi anni, adesso si inizierà a vedere. Sono stati gli anni della semina e adesso ci prepariamo al raccolto. Però servono braccia, servono menti e serve il cuore. Serve tutta la comunità reggina che ha capito che era il momento e che deve continuare ad essere protagonista. Questa città non soltanto vuole avere risposte, ma vuole capire perché alcune risposte non arrivano. Da domani inizieremo i confronti, con le forze civiche ma soprattutto con la città. I protagonisti di questa vittoria sono i reggini che ci hanno fatto capire anche dove abbiamo sbagliato. La sfida non è quella dei prossimi cinque anni, ma è quella dei prossimi 50 anni”.

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